Andrea Camilleri, la stampa britannica: ha dato “leggerezza” alla mafia

La stampa del Regno Unito si è espressa su Andrea Camilleri. Un mix di stereotipi e accozzaglie di luoghi comuni messi alla berlina.

Andrea Camilleri
Andrea Camilleri

Politicamente attivo e idilliaco-gigione al contempo, così il papà di Montalbano sarebbe visto in Inghilterra. Come è stata data e letta all’estero la morte di Andrea Camilleri? A fare da cassa nel Regno Unito e in tutto il mondo anglosassone è un articolo della BBC che se da un lato dà la cifra di un Nobel mancato e di un fautore dei diritti civili universali, dall’altro forse un po’ troppo candidamente sostiene come Camilleri abbia trasformato un mondo di mafiosi in un “paradiso di cuor leggero”, dove la violenza è stata sostituita dall’umorismo.

Lo scrittore defunto avrebbe contribuito a “cambiare l’opinione della gente sulla Sicilia”. Bene, bravi, bis. Lo stesso Camilleri, che aborriva gli stereotipi, potrebbe tornare sulla terra solo per fare le pulci ad una visione così benevola ma obiettivamente ingessata ma tant’è, da sempre gli altri Paesi sembrano essere imbrigliati da luoghi comuni sull’Italia più che dall’Italia stessa.

Il giornalismo britannico si esprime su Andrea Camilleri

Leggiamo per esteso il pezzo, che è stato confezionato da una giornalista italiana della BBC, incolpevole, chiariamoci, perché chiamata a dar colore agli umori anglici sulle italiche cose, umori che di solito con la verità storica ci giocano a nascondino perché, ad essere farlocco in queste faccende, è quasi sempre l’assunto: “Andrea Camilleri, l’autore siciliano ispiratore della famosa serie televisiva dell’ispettore Montalbano, è morto all’età di 93 anni. (Considerato) uno degli scrittori più amati in Italia, era stato ricoverato in ospedale a Roma il mese scorso dopo un arresto cardiaco”.

La visione della serie tv del “Commissario Montalbano”

Il giallista era noto per i suoi libri di detective interpretati dall’ispettore Salvo Montalbano, con sede nella città immaginaria di Vigàta. La serie TV adattata alla Rai è stata amata in Italia ed è diventata popolare nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Francia, Spagna, Germania e Australia. Camilleri ha perso la vista negli ultimi anni ma nel 2017 disse che quello gli aveva permesso di immaginare le cose in modo più chiaro. (…)”.

Poi l’analisi: “Camilleri ha trasformato la violenza in umorismo, lui e l’ispettore Montalbano hanno cambiato la mentalità della gente sulla Sicilia”.

Insieme, per un periodo di 25 anni, hanno trasformato un cupo paesaggio di mafiosi e violenze in un paradiso di cuor leggero, umoristico, concentrato su una città immaginaria chiamata Vigàta. Nessun altro intreccio di mistero ha narrato la ‘gioia di vivere’ siciliana (che per stereotipo buono dovrebbe fare da contraltare all’immagine del siciliano musone, con la coppola in cranio e la lupara imbracciata, incrementando paradossalmente il primo luogo comune) in modo così efficace e con un protagonista così colorato. Un detective i cui giorni coinvolgono nuotate mattutine, spaghetti alle vongole e un assalto di spassose gag con un receptionist analfabeta alla stazione di polizia locale. In quale altro luogo – si chiede l’autrice – puoi trovare un medico legale con una passione segreta per i cannoli, i tubi riempiti di crema di pasticceria italiana?

Il giudizio con tanto di stereotipi e classici luoghi comuni

Per la scrittrice siciliana con sede a Londra Simonetta Agnello Hornby, Camilleri è “di gran lunga il più grande scrittore siciliano dalla seconda guerra mondiale. Avrebbe dovuto essere presentato per il premio Nobel, era un uomo di grande intelligenza, di immensa cultura e di forti e incrollabili principi di sinistra che, se mai, sono cresciuti nel corso degli anni. La sua passione per la giustizia e il sostegno a coloro che sono meno fortunati, siano essi poveri italiani o rifugiati o migranti in barca provenienti dall’Africa, non hanno mai vacillato”.

Redazione CiSiamo
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