Le colline del Prosecco diventano patrimonio Unesco

Le colline del Prosecco diventano Patrimonio Unesco, andando ad ingrossare le file italiane nella Lista delle eccellenze mondiali

Colline del Prosecco Patrimonio Unesco (AdnKronos)
Colline del Prosecco Patrimonio Unesco (AdnKronos)

Le colline del Prosecco ora sono patrimonio Unesco: questa la decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, in corso a Baku (Azerbaijan). Il Comitato ha iscritto, all’unanimità, i paesaggi vitivinicoli delle colline del Prosecco superiore di Conegliano e Valdobbiadene nella Lista dei siti patrimoni culturali e naturali dell’umanità.

Le colline del Prosecco patrimonio Unesco: la soddisfazione delle istituzioni

“Ancora una volta il nostro Paese, con 55 siti in lista, dimostra di avere eccellenze uniche al mondo e si conferma tra le nazioni con il maggior numero di luoghi e attività inserite nel patrimonio Unesco”. Così ha commentato la buona notizia il Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli. “C’è di che esserne fieri ma è anche una grande responsabilità perché bisogna mantenere alti gli standard”, sottolinea.

Il Ministro Centinaio

Per il Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio si tratta di “un grande riconoscimento che valorizza le straordinarie qualità sceniche e le tradizioni di un paesaggio culturale unico di eccezionale valore mondiale”. “Questo riconoscimento è un punto di partenza per il futuro. Adesso la sfida che ci attende è quella della conservazione dei caratteri specifici e tradizionali di questo splendido territorio quale patrimonio da trasmettere alle future generazioni, a beneficio dell’intera umanità”, ha detto ancora.

Il Ministro Costa

Per il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa,“l’iscrizione delle colline del Prosecco nella Lista dei patrimoni dell’umanità impone, ora, una maggiore responsabilità nella gestione del territorio”. “Adesso che le luci del mondo si sono accese su questa zona”, spiega, “è fondamentale che tutti gli attori istituzionali aumentino l’impegno per la tutela dell’ecosistema e della biodiversità trasformando questa zona in un esempio di sostenibilità libero dai pesticidi. Noi faremo la nostra parte”.

L’Italia nell’Unesco

Come fa notare la Coldiretti, le colline del Prosecco vanno ad ingrossare le file dei siti italiani nella Lista. L’Italia, tra l’altro, vanta il maggior numero di siti riconosciuti, ma a cui si devono aggiungere anche altre realtà iscritte nella lista Unesco. Tra queste, l’Opera dei pupi e il Canto a tenore (iscritte nel 2008), la Dieta mediterranea (dal 2010), l’Arte del violino a Cremona (2012). E ancora, le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014), l’arte dei pizzaiuoli napoletani (2017),e la Falconeria.

Recentemente è stata poi lanciata la proposta di far entrare nella lista anche il Bel canto e la canzone napoletana.

Redazione CiSiamo
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