Maturità 2019, Presidenti di Commissione: il loro ruolo

Maturità 2019, la figura che fa più paura è quella dei Presidenti di Commissione, ma il loro ruolo è quello di garantire il corretto svolgimento delle prove

Maturità 2019
Maturità 2019

Maturità 2019, ormai incombe sugli studenti la spada di Damocle delle prove scritte e del colloquio orale. Sulle prove vigileranno le commissioni esaminatrici e i Presidenti di Commissione. Il loro ruolo infatti è esattamente quello di controllare che le prove si svolgano in modo corretto, sia da parte degli studenti che dei professori. Per questo il Presidente di Commissione della maturità è considerato una figura garante per lo svolgimento corretto dell’esame.

Maturità 2019: chi sono i Presidenti di Commissione

I Presidenti di Commissione dunque sono una figura molto importante nell’ambito della maturità. E anche quest’anno restano per gli studenti l’incognita che fa più paura. Su di loro, infatti, non sempre si può indagare come si fa per gli altri membri della commissione. Per i commissari esterni, infatti, è facile avere qualche notizia, dopo la pubblicazione dei nomi, chiedendo agli altri studenti, lo è meno per i Presidenti. Il motivo è semplice, non sempre i Presidenti di commissione sono docenti in servizio.

I Presidenti di Commissione infatti possono essere docenti, ma che abbiano almeno dieci anni di servizio e siano nelle graduatorie dei dirigenti scolastici, o abbiano una laurea specialistica. Possono essere però principalmente dirigenti scolastici in servizio presso scuole superiori, in servizio o in pensione da non più di tre anni. Ma gli studenti potrebbero doversi confrontare anche con docenti universitari come Presidenti di Commssione, o con ricercatori confermati. Ognuna delle categorie però ha un diverso ordine di precedenza nelle nomine del Miur.

Che ruolo hanno i Presidenti?

Il ruolo dei Presidenti di Commissione, come già accennato, è principalmente quello di garantire il sereno svolgimento dell’esame di maturità. Infatti è lui il garante della legittimità dello svolgimento, e del clima di lavoro, oltre che dell’organizzazione della commissione. Ma è anche una figura di garanzia per gli studenti, della qualità delle prove e della valutazione. Come ricorda OrizzonteScuola, non si tratta di una figura “notarile”, il cui compito è solo quello di apporre firme, ma deve anche indirizzare e coordinare il lavoro, prendere decisioni, talvolta mediare e interpretare le situazioni. Il suo deve essere un atteggiamento serio e “non fiscale”, ma allo stesso tempo deve vigiliare che tutto si svolga secondo le regole decise dal Ministero dell’Istruzione in un clima sereno.

Tra i suoi compiti, vi è quindi quello di garantire le procedure anche formali e amministrative dell’esame, “senza però eccedere nei formalismi”, come ad esempio curare che la verbalizzazione delle prove sia precisa e completa. Per far questo, deve conoscere molto bene l’ordinanza ministeriale in materia di esame di Stato. Ecco perché gli studenti non sono gli unici a dover studiare, prima della maturità!

Redazione CiSiamo
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