Ezio Bosso, il pianista che nemmeno la malattia riesce a fermare

Ezio Bosso, il piansta che nemmeno una malattia neurdegenerativa riesce a fermare, ha incantato tutti su Rai 3 con "Che storia è la musica"

Pianista Ezio Bosso
Pianista Ezio Bosso

Chi è il pianista Ezio Bosso, che nonostante la malattia ha vinto la sfida di portare la musica classica in prima serata su Rai3? Un talento cresciuto in giovane età, a partire dall’età di quattro anni quando si è avvicinato al mondo della musica. E da allora non se ne è più allontanato.

Ezio Bosso su Rai 3 con “Che storia è la musica”

Ed è proprio questo amore che Bosso ha cercato di portare in tv con il programma Che storia è la musica”. In questo programma ha intrattenuto il pubblico per tre ore, spiegando la bellezza della musica classica. L’interazione con molti ospiti, tra cui il comico Luca Bizzarri e il giornalista Enrico Mentana, gli ha dato l’occasione di “smontare” pezzo a pezzo due tra le più celebri composizioni di Beethoven, la V e la VII sinfonia.

Bosso ha diretto magistralmente l’orchestra dell’Europa Filarmonica, che ha fondato lui stesso, nella splendida cornice del teatro Verdi di Busseto. In quello che Bosso è riuscito a presentare quasi come un gioco, la magia della composizione si è dipanata davanti agli occhi – e alle orecchie – degli spettatori. Il pianista e direttore d’orchestra infatti ha chiesto agli orchestrali di eseguire i brani a parti separate, per mostrare come si integrassero tra loro. Ezio Bosso ha vinto la sfida, raggiungendo i 1.010.000 spettatori, pari ad uno share del 5.3%.

Chi è Ezio Bosso

Classe 1971, Ezio Bosso si avvicina alla musica in giovane età, grazie al fatto che la famiglia poteva già contare su due musicisti. La sua carriera da pianista era già avviata nell’adolescenza, quando ha cominciato a girare come solista, dapprima in Francia e poi in tutta Europa. La sua vita artistica però subisce una svolta quando il Maestro Ludwig Streicher lo inidirizza verso i corsi di Composizione e Direzione d’Orchestra all’Accademia di Vienna.

La carriera internazionale

Negli anni ’90 la carriera artistica di Bosso si dipana tra concerti e corsi tenuti in diversi Paesi del mondo, e nei più importanti teatri. Si esibisce alla Sydney Opera House o alla Carnegie Hall, e dirige orchestre prestigiose come la London Symphony, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino, la Filarmonica ‘900 e l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia o quella Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. Anche come compositore, Bosso ha grande successo. Tanto che le sue opere vengono usate anche alòla Wiener Staatsoper, alla Royal Opera House,al New York City Ballet o al Teatro Bolshoij di Mosca.

Fino ad approdare al cinema, dove nasce un sodalizio con Gabriele Salvatores. E’ grazie a questa collaborazione per la colonna sonora di “Io non ho paura” e “Il ragazzo invisibile” che è stato candidato per due volte ai David di Donatello. E’ stato inoltre insignito di numerosi premi e riconoscimenti.

La malattia che lo ha segnato

Nel 2011 Bosso venne sottoposto ad un delicato intervento chirurgico volto a rimuovere un tumore al cervello. Ma proprio a seguito di quell’intervento al pianista Ezio Bosso viene diagnosticata una sindrome neurdegenerativa. Che però inizialmente venne scambiata per Sla, di cui ha gli stessi sintomi. La malattia infatti, a lungo andare paralizza progressivamente i muscoli. Tuttavia, questo non gli ha impedito di continuare a comporre e dirigere.

Redazione CiSiamo
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