Statale di Milano, gli studenti sulle tracce del manoscritto inedito

Guidati dal Professor Paolo Chiesa, un gruppo di studenti ha lavorato su un manoscritto inedito che si è rivelato essere la fonte per nuove scoperte sui rapporti tra Europa ed Etiopia

Manoscritto inedito Galvano Fiamma
Guidati dal Professor paolo Chiesa, un gruppo di studenti hanno lavorato su un manoscritto inedito che si è rivelato essere la fonte per nuove scoperte sui rapporti tra Europa ed Etiopia

Se fosse un libro a stampa conterebbe circa 400 pagine; invece è un manoscritto di 150 fogli, conservato a New York in una biblioteca privata. E che si è rivelato la fonte di una scoperta straordinaria che svela i più antichi contatti tra Europa ed Etiopia. Si tratta di un manoscritto della fine del XIV secolo, copiato a Milano, che è l’unica testimonianza della Cronica generalis sive universalis del domenicano Galvano Fiamma. E’ su questa testimonianza unica che ha lavorato Paolo Chiesa, professore di letteratura mediolatina e umanistica presso l’Università Statale di Milano, insieme ad un gruppo di studenti.

Una ricerca partita come studio complessivo sull’autore, nato come progetto di ricerca ma anche di didattica. Ma che poi si è rivelata – come spesso accade in filologia – un vero e proprio giallo.

L’opera di Galvano Fiamma

La prima parte dell’opera, ci racconta il Professor Chiesa, riporta notizie tradizionali, quindi nulla di nuovo. Ma nella seconda parte Galvano Fiamma scrive una lunga digressione geografica, volta a controbattere alla credenza medievale che oltre una certa fascia climatica vi fossero Paesi dove non era possibile la vita.

Le fonti inedite

E per dimostrare la falsità di questa credenza, Galvano Fiamma cita letteralmente una fonte originale, che fino ad ora era perduta. Si tratta di un libretto scritto da un prete genovese nella prima metà del 1300, che racconta di un gruppo di “30 ambasciatori mandati dall’Imperatore etiope, spiega il Professore. Una missione diplomatica che possiamo datare tra il 1305 e il 1314, sulla base di alcuni rimandi interni al testo, diretta al re di Spagna. “Ma arrivati in Europa scoprono che il re di Spagna è morto, e quindi decidono di recarsi dal Papa. Si fermano a Genova, e raccontano molte notizie sulla loro terra. Notizie che il prete genovese trascrive e Galvano Fiamma riporta”, racconta il Professore. Ma c’è un particolare.

La scoperta

I primi contatti tra Europa ed Etiopia, fino ad ora erano stati datati ai primi del 1400. La notizia riportata da Galvano riguardante questa ambasceria retrodata di quasi 100 anni tutto quello che sapevamo fino ad ora. “Quale sia stata la rilevanza sul piano storico non sta a me dirlo”, spiega ancora Paolo Chiesa. “Ma è vero che nella prima metà del 300, subito dopo questa ambasceria, si sviluppa un’attività un po’ militare e un po’ mercantile nel Mar Rosso – quindi in una zona che serve per accedere all’Etiopia – che è promossa dai Papi. Giovanni XXII, per esempio, manda diverse lettere a religiosi e commercianti che stanno in quella zona, invitandoli ad intensificare i rapporti con l’Etiopia. E questo potrebbe essere una conseguenza dell’ambsceria”.

La prima spedizione oceanica dei fratelli Vivaldi

Ma questa non è l’unica scoperta importante fatta grazie alle notizie del manoscritto. Fonti medievali infatti raccontano di una spedizione dei fratelli Vivaldi, “personaggi quasi mitici”.“Sono due navigatori genovesi che partono nel 1291 e superano lo stretto di Gibilterra per tracciare una nuova via commerciale verso le Indie”, spiega il Professore. Però “gli Annali genovesi raccontano che i due fratelli superano le colonne d’Ercole ma poi di loro non si sa più nulla. E qui entra in gioco la notizia riportata da Galvano. Gli ambasciatori etiopi infatti raccontano che “i fratelli genovesi sono giunti in Etiopia”. Si parla quindi di una spedizione oceanica avvenuta circa 200 anni prima di quelle di Vasco de Gama e Colombo. Per questo, “vero o falso che sia, dà riscontro ad un fatto storico medievale che è estremamente suggestivo”, e che “ha una notevole rilevanza sul piano storico”.

Le notizie sull’Etiopia

Ci sono poi alcune notizie curiose, che riguardano l’Etiopia del tempo. Secondo la credenza diffusa fino ale 1400, si trattava di un Paese selvaggio e incivile. Invece il racconto degli ambasciatori rivela che l‘Etiopia è un impero cristiano, governato da un Imperator e con un patriarca cristiano. Oltre a riferire particolarità riguardanti i riti reloigiosi, che interessano a Galvano Fiamma in quanto frate domenicano, ci sono anche una serie di notizie sull’organizzazione civile. Tra queste spicca quella che riguarda l’usanza dell’imperatore di “addestrare scimmie a tirare frecce”. “Questo renderebbe l’esercito etiope invincibile, perché permetterebbe di combattere senza sacrifcare vite umane”, sottolinea il professor Chiesa.

Il futuro dell’opera

Cosa rimane ora da fare? “C’è ancora una parte non tanto lunga da trascrivere che potrebbe riservarci ancora qualche sorpresa, aggiunge Chiesa. Che conclude: “Ho pensato che questa sia una delle più belle scoperte che abbia fatto nella mia vita di studioso, e sono grato agli studenti che me l’hanno fatta fare”.

Redazione CiSiamo
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