Giornata Mondiale delle Donne nella Scienza: tanti gli eventi in programma

Giornata Mondiale delle Donne nella Scienza: tanti gli eventi in programma in tutta Italia. La storia di tante donne nell'ambiente scientifico.

Donne nella Scienza
Oggi si festeggia la Giornata Mondiale delle Donne nella Scienza

Si celebra oggi la Giornata Mondiale delle Donne e Ragazze nella Scienza, una ricorrenza messa in calendario come punto di riferimento della scienza al femminile. Un ambito nel quale le donne hanno dato, e ancora danno molto, che merita il giusto riconoscimento a livello internazionale.

Giornata Mondiale delle Donne e Ragazze nella Scienza

La decisione di istituire questa ricorrenza è datata 15 dicembre 2015, giornata in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dichiarò l’11 febbraio “International Day of Women and Girls in Science”, invitando tutti gli Stati membri, «a promuovere la piena ed equa partecipazione di donne e ragazze nelle scienze, in materia di istruzione, formazione, occupazione e processi decisionali».

L’intento è quello di mostrare l’infondatezza delle discriminazioni di genere attraverso il racconto dei successi e delle conquiste ottenute dalle donne che hanno avuto il coraggio di fare scienza in un mondo dominato dagli uomini.

Eventi in programma

Gli eventi dedicati alla giornata saranno numerosi e verranno ricordate sia le donne che operano in ambiti di ricerca scientifica – con una presenza stimata di circa il 60% del personale – che le numerose figure di spicco e talento che sono riuscite a farsi spazio tra mille difficoltà e preconcetti in contesti scientifici maschilisti che spesso ne ostacolavano la realizzazione.

La storia della prima laureata al mondo

Basti pensare che la prima laureata al mondo fu Elena Cornaro Piscopia con il titolo “ad honoris causa” conferitole nel 1678 dall’Università di Padova, sebbene il suo corso di studi non fosse considerato del tutto regolare, poiché l’accesso delle donne ai licei e alle università italiane avvenne soltanto nel 1874. Fu Ernestina Paper (1846 – 1921) la prima donna regolarmente laureata in Italia dopo l’apertura dell’Università delle donne, conseguendo nel 1877 la laurea in Medicina e Chirurgia presso il regio “Istituto di Studi Superiori” di Firenze.

Combattere i pregiudizi

La laurea in ambito scientifico non era tuttavia un punto di arrivo per donne desiderose di poter mettere in pratica i propri studi, poiché una volta laureate il loro inserimento nel mondo del lavoro e della ricerca era alquanto ostacolato e spesso contraddistinto dallo svolgimento di ruoli secondari o collaborazioni gratuite.

Ne sono di esempio alcune carriere brillanti ma tribolate come quella della celebre Marie Curie – Premio Nobel per la Chimica per la sua scoperta del radio e del polonio – che dovette emigrare dalla Polonia a Parigi per laurearsi, o di Lise Meitner – fisica teorica della prima fissione nucleare – che cominciò lavorando gratuitamente in uno scantinato del Dipartimento di Chimica dell’Università di Berlino.

Difficile inserimento nel mondo del lavoro

Per non parlare del triste destino delle donne oscurate dai propri uomini, come Ida Noddak che potette svolgere la propria attività di laboratorio solo come «ospite» di suo marito, che lo dirigeva di Mileva Marić Einstein, moglie del genio della teoria della relatività. Il suo nome non comparve mai in nessuna pubblicazione di Albert Einstein, eppure egli nel 1903 scriveva: «Ho bisogno di mia moglie. Lei risolve tutti i miei problemi matematici».

L’apporto di valore scientifico decisivo dato da Mileva allo sviluppo della teoria della relatività di Einstein fu messo in luce solo nel 1982 grazie alla biografia di Mileva curata da Desanka Trbuhovic-Gjuric.

Ci si chiede come mai il Premio Nobel per le discipline scientifiche sia stato ottenuto, dalla sua istituzione nel 1901 fino ad oggi, soltanto da venti scienziate su 600 premiati – tra cui l’italiana Rita Levi Montalcini per la medicina nel 1986 – e ci rendiamo conto di come l’”effetto San Matteo” in ambito maschile, ovvero il riconoscimento di chi viene maggiormente citato e nominato, si contrapponga all'”effetto Matilda”, il quale agisce in ambito femminile scientifico in direzione contraria.

Gli studi delle materie scientifiche

Sebbene le donne che scelgono di studiare discipline scientifiche, animate dal desiderio di conoscenza, da tenacia ed intraprendenza, riescano ad ottenere in media risultati più alti rispetto ai coetanei maschi, a causa delle pressioni sociali ancora persistenti nella società odierna, molte decidono di scartare a priori le materie scientifiche. Di fatto si riduce la frequentazione di facoltà scientifiche ad un valore ancora inferiore al 30%.

Secondo un rapporto dell’UIS (UNESCO Institute for Statistics) che analizza il livello di disuguaglianza di genere, nel 2018 le donne hanno rappresentato, a livello globale, solo il 28.8% del totale delle persone impiegate nella ricerca in ambito STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Gli stipendi e i ruoli sono nettamente inferiori rispetto a quelli degli uomini.

Forum nelle Nazioni Unite

La tematica di quest’anno legata alla Giornata Mondiale delle Donne e Ragazze nella scienza è «investire nelle donne e nelle ragazze nella scienza per una crescita ecologica inclusiva».

In questa direzione il Royal Academy of Science International Trust (RASIT) e il DESA-DSPD terranno un Forum di Alto Livello nel Quartier Generale delle Nazioni Unite.

Numerosi gli eventi anche in Italia, tra i quali il ciclo di conferenze che si terranno presso il Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza di Roma e “Donne nella scienza”, tavola rotonda organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova dalla Fondazione Ricerca Biomedica Avanzata Onlus.

I talenti femminili da valorizzare

Comprendiamo allora quanto, nella società di oggi, sia importante riscoprire modelli femminili dal sapore antico ma dallo spirito assolutamente avanguardistico, in grado di poter aprire il cammino a giovani talenti femminili che ancora faticano molto per poter emergere in contesti puramente scientifici e che tuttavia sono in grado di determinare un progresso scientifico del quale beneficiamo tutti, senza distinzione di genere.

Redazione CiSiamo
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