I commenti social diventano notizie: la nuova frontiera del giornalismo

Commenti social sul vincitore de "L'Eredità" diventano notizie per giornali online. Che informazione è questa? Ne parliamo con il sociologo Francesco Pira.

Studi televisivi de L’Eredità
Gli studi televisivi de “L’Eredità”

Diego Fanzaga è un giovane concorrente che al programma di Rai 1 “L’Eredità” è riuscito ad aggiudicarsi oltre 100mila euro ottenendo vari montepremi dopo l’atteso gioco finale denominato “ghigliottina”. Sui social network si è subito scatenata la rivolta degli utenti. A tal proposito molti mettono in luce diversi dubbi sulla facilità delle domande rivolte al ragazzo. Offese di ogni tipo e accuse pesanti persino alla produzione. Ma il giovane ha risposto semplicemente ad alcune domande di cultura generale.

La parola del sociologo Francesco Pira

Per il fenomeno degli haters la redazione di CiSiamo.info ha contattato il sociologo, nonché docente all’Università degli Studi di Messina, Francesco Pira. La sua prima impressione si è subito indirizzata verso le offese a mezzo social rivolte al ragazzo.

«L’Italia da Nord a Sud, ma principalmente nel Meridione, è piena di questi leoni da tastiera. Si tratta di un fenomeno – dichiara il sociologo Francesco Pira – che non accenna nel fermarsi. Vedendo l’esempio degli adulti, anche i più giovani si lasciano andare ai commenti. Credo che ci sia un problema di invidia sociale. Siamo in un periodo di globalizzazione che non ha significato, una globalizzazione che non ha unito le tante culture. Non c’è la solidarietà – continua – bensì si sono spostate soltanto masse umane con criteri di disperazione».

«A questo si deve aggiungere la crisi economica che ha sicuramente generato una nuova forma di cattiveria. Sta purtroppo passando – commenta Pira – un messaggio del tutti siamo uguali e tutti possiamo fare qualsiasi cosa. È un momento di estrema vetrinizzazione. Non c’è più uno stacco tra pubblico e privato. Questa ad esempio sarà una settimana particolare visto il Festival di Sanremo. Staremo tra tv e social pronti a dirne peste e corna di tutti. Senza conoscere storie, artisti e canzoni. Sono cresciuto con la tv in bianco e nero, anche nel periodo del boom economico, e quando una persona andava da Mike Bongiorno si era felici».

Il sociologo Francesco Pira
Il sociologo Francesco Pira (foto profilo Facebook)

Cambiano gli utenti e cambia il giornalismo

Con il nuovo modus operandi del giornalismo, e quindi di conseguenza del giornalista, i commenti sui social si ritengono essere fonte tale da produrre un articolo, come nel caso del giovane vincitore de L’Eredità, o uno stralcio per non “bucare”, come si dice in gergo giornalistico, una notizia. Al giorno d’oggi tutto, però, viene continuamente messo in dubbio. I giornali devono tenere conto di algoritmi e della SEO (serve per indicizzare gli articoli sui motori di ricerca).

«Noi ormai andiamo – dichiara il sociologo Francesco Pira – verso diversi giornalismi. Uno che sicuramente è quello di qualità dove sono presenti le inchieste, l’approfondimento e la ricerca della notizia. E poi abbiamo le notizie gratis. Penso che ormai ci sia un po’ l’uno e un po’ l’altro. Non ritengo gli utenti pigri ma credo che sia una questione dei tempi che cambiano, che si respingono sempre più. Nonostante il tanto spazio su Internet, i messaggi devono essere sempre più mirati ed efficaci. I giornali cercano, più che altro, di mantenere il cosiddetto lettore fidelizzato».

I tre stadi canini del giornalista

Il politologo Larry Sabato, diverso tempo fa, parlò del giornalista distinguendolo in tre grandi categorie. Il cane da letamaio, quello che rovista nella spazzatura pur di trovare qualcosa, il cagnolino da grembo, vicino e fedele al potere, e il cane da guardia che cerca sempre la verità.

«Da giornalista vecchio stampo sono sicuramente per il cane da guardia – dichiara Pira -. Si tratta di un giornalismo corretto, dalla grande onestà intellettuale. Sono cambiate tante cose da quando ho iniziato a scrivere. La colpa però – sottolinea – non è solo dei giornalisti ma anche dell’intero sistema editoriale e dei prodotti che escono fuori».

«Mai come oggi è giusta una frase di Floris che descrive il ruolo sul giornalista dicendo: “il giornalismo non può essere fazioso mentre il giornalista può esserlo”. Da quando è stata detta questa frase è passata tanta acqua sotto i ponti: sono cambiate diverse cose».

Lotta alle fake news

Un fenomeno che con i social network ha preso ancora più piede. Non che prima non esistessero, ma la cosa è aumentata in maniera piuttosto preoccupante e senza soluzione a stretto giro. «Negli Usa, ad esempio, da quando è cambiato il potere al Governo, il giornalismo d’inchiesta è aumentato e anche in maniera piuttosto forte. L’inchiesta è tornata a essere vincente. Tutto questo dipende da quanto i giornalisti vogliano reinventarsi, così come gli editori».

«Se domani Mark Zuckerberg dovesse decidere di “chiudere i rubinetti” voglio vedere quanti di noi avremo dei contatti social in maniera diretta sulla Rete. Questa è una situazione in divenire. Bisogna pensare – continua il sociologo – al ruolo degli algoritmi e agli aggregatori di notizie. 

Una volta il giornalista doveva alzarsi dalla sedia per trovare le notizie, anche a costo di rischiare la vita. «Oggi chiunque può fare reportage da casa in merito alla guerra. Alcuni hanno notizie di prima mano persino migliori rispetto al giornalisti embedded (colui che si reca al fronte per documentare le azioni di guerra). Con il mio collega Andrea Altinier – conclude il sociologo Francesco Pira – parliamo di giornalismi diversi che dicono cose differenti in varie modalità. La visione di chi vuol mantenere il giornalismo vecchio stampo è romantica ma non so se questo sia ancora sostenibile».

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.