Cosa c’entra Lino Banfi con l’Unesco?

Che unicità potrebbe portare Lino Banfi alla commissione italiana per l'Unesco che non avrebbe portato qualche altra persona, magari più qualificata?

Lino Banfi e Edwige Fenech
Lino Banfi e Edwige Fenech

Cosa c’entra Lino Banfi con l’Unesco? Me lo sono chiesto anche io, senza riuscire a darmi una risposta. Sì, Lino Banfi potrebbe essere considerato, per lo meno in parte, un patrimonio dell’umanità (anche se a questo punto, se fossi stato in Di Maio, avrei candidato la Fenech). Ora, a parte gli scherzi, che unicità potrebbe portare Lino Banfi alla commissione italiana per l’Unesco che non avrebbe portato qualche altra persona, magari più qualificata?

Lo stesso Banfi ha commentato la nomina così: “Basta con tutti questi plurilaureati nelle commissioni, io porterò un sorriso. E certo, perché prendere un laureato, magari con molte più qualifiche, quando si può prendere un comico ormai in disarmo? Tanto si sa, i laureati in Italia il lavoro lo trovano lo stesso, da Mc Donald o da Starbucks per esempio. Poi, sicuramente, c’era proprio bisogno di ‘portare un sorriso’. Di fatto abbiamo solo tutto il mondo che già ci ride dietro.

La nomina di Banfi

La nomina di Banfi è stata annunciata dal Ministro del Lavoro Luigi di Maio. “Ne approfittiamo per dare una notizia all’Italia che a me riempie di orgoglio: come Governo abbiamo individuato il maestro Lino Banfi perché rappresenti il Governo nella Commissione Italiana per l’Unesco”.

E fin qui tutto bene, o meglio, di bene non c’è niente, ma tant’è. Comunque, portiamo la nostra attenzione a dove è stato dato quest’annuncio. Di Maio lo ha fatto all’evento del M5s sul reddito di cittadinanza. Un caso? Non lo so. So però qual è un vecchio trucco della politica. Quando un politico perde consensi, o li vuole ottenere, può optare per affiancare la sua immagine, magari sporca e da ripulire, a quella di un personaggio che tutti amano e adorano. Questo trucco è vecchio, millenario mi viene da dire. Basti pensare che lo facevano già i greci e i romani. Ecco, se io fossi in Lino Banfi mi sentirei offeso per essere usato come strumento elettorale.

La replica di Salvini

Matteo Salvini, uno che non ha bisogno di affiancarsi a personaggi di spicco per ottenere consensi, visto il suo utilizzo frenetico delle divise militari, ha subito reagito alla notizia. “Di Maio ha annunciato Lino Banfi ambasciatore dell’Italia all’Unesco. Va bene, e Jerry Calà, Renato Pozzetto e Umberto Smaila? Apriamo questo dibattito. Scherzi a parte, l’Italia è così bella che chiunque può difenderla e valorizzarla”.

Sì, Salvini ha ragione, l’Italia è talmente bella che chiunque può valorizzarla. Ma qui non è stato preso un chiunque, è stato preso un qualcuno. E, forse, non siamo sicuri, lo hanno fatto per ottenere qualche punto in più nei sondaggi.

La Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco

Passiamo ora a chiarire cosa fa la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Istituita nel 1950, il suo compito è di “favorire la promozione, il collegamento, l’informazione, la consultazione e l’esecuzione dei programmi Unesco in Italia”.

Tra i compiti della Commissione ci sono: fornire pareri e raccomandazioni al Governo e alle pubbliche amministrazioni sull’elaborazione e valutazione dei programmi Unesco; collaborare con gli organi competenti per l’esecuzione delle decisioni prese alla Conferenza generale dell’Unesco (che si svolge ogni due anni); produrre documenti e pubblicazioni periodiche per diffondere informazioni su principi. Tra gli obbiettivi e tra le attività dell’Unesco invece ci sono: pubblicizzare le problematiche trattate dall’Unesco; organizzare e promuovere incontri, convegni, corsi e altre attività di formazione e di studio nelle materie di competenza dell’Unesco.

La Commissione è inoltre il braccio operativo dell’organizzazione internazionale nei singoli Stati, nei quali si occupa anche di selezionare progetti che possano avere il sostegno dell’Unesco.

In pratica, tutto questo sta a significare che non è qualcosa che si può ‘prendere con il sorriso’.