Luca Trapenese, un padre speciale, intervistato da una donna

Luca Trapanese, gay e single, ha adottato Alba, una bambina disabile. L'ho intervistato per CiSiamo.info e ho sentito forte il suo senso di genitorialità.

Luca Trapanese con la figlia Alba.

In questi giorni i riflettori sono accesi su Luca Trapanese, gay e single che ha adottato Alba, una bambina disabile, rendendo pubblica la sua esperienza attraverso il libro “Nata per te”. Luca, classe 1977, è un uomo da sempre impegnato nel sociale con particolare attenzione alla disabilità.

Si è formato religiosamente, collaborando con le suore di Madre Teresa, e sul treno bianco per Lourdes ha preso coscienza della sua profonda propensione per il volontariato.

Propensione che, negli anni, trasforma in progettualità fondando dapprima la Onlus “A Ruota Libera”, successivamente alcune comunità per ragazzi disabili e una casa famiglia per bambini con gravi malformazioni, esempio unico nel sud Italia.

Con la trasparenza che sempre lo ha contraddistinto, non ha fatto segreto della sua omosessualità e, quando è arrivata forte e potente, anche della sua voglia di paternità.

Da uomo speciale, Luca ha desiderato essere un padre speciale, decidendo di adottare Alba, una bambina affetta da sindrome di Down, abbandonata dalla madre in ospedale e poi rifiutata da oltre 20 coppie “regolari” per l’adozione.

Ho incontrato Luca e sentito forte il suo senso di genitorialità, indipendente da ogni genere ed attitudine sessuale, che ci spiega così: «Il mio senso di paternità è anche senso di maternità: è un istinto naturale di volermi occupare di mia figlia come se l’avessi partorita io, è il mio essere costantemente il suo punto di riferimento educativo e d’amore».

Gli chiediamo come si sente alla luce dei riflettori accesi su di lui in questi giorni ad opera della lunga scia mediatica dovuta alla pubblicazione del suo libro “Nata per te. Storia di Alba raccontata fra noi” scritto da Luca insieme a Luca Marcadante, Giulio Einaudi Editore.

«Non amo i riflettori, ma li considero un veicolo per mettere in luce l’ombra in cui si trovano le persone affette da disabilità, che non è altro che diversità. Qualche giorno fa, ho ricevuto un bellissimo messaggio da parte di una mamma in attesa che aveva saputo di portare in grembo un bambino down, la quale proprio grazie a questi riflettori accesi ha deciso di tenere il bambino nella profonda convinzione di potercela fare».

Parlando della famiglia, Luca sottolinea quanto quest’ultima sia cambiata e quanto sia diventata prevalente l’esigenza degli individui di poter esprimere la propria genitorialità indipendentemente dalla coppia e dalle tendenze sessuali: «La società di oggi corre veloce, minando molti tipi di relazioni spesso fragili e duramente messe alla prova, se non riusciamo essere degli ottimi partner possiamo invece essere degli ottimi genitori».

Gli chiediamo poi che percezione possa avere oggi Alba, una bambina dal sorriso disarmante, del suo papà: «Alba è in una fase di innamoramento, mi cerca e mi sorride, mi abbraccia e mi bacia con movenze sorprendenti, riesce ad amarmi in maniera profonda e speciale. Da quando c’è lei la mia vita è cambiata, vivo in funzione delle sue esigenze e ne sono felice».

Alla nostra ultima domanda sulla prospettiva del tipo di rapporto futuro con sua figlia, Luca non ha esitazioni nel risponderci: «Saremo complici, come è accaduto dal primo istante, un’intesa senza spazio e senza tempo che potrà dare ad entrambi la forza di contare sul nostro rapporto in qualsiasi situazione».

Alba è simbolo dell’unica alba possibile che, per ogni genitore, sorge grazie all’amore indissolubile ed interminabile per il proprio figlio.

Redazione CiSiamo
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