Copia dell’Ultima Cena ritrovata in un convento abbandonato in Calabria

Ritrovata in un convento abbandonato a Saracena, in provincia di Cosenza, una copia dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci.

L'Ultima Cena calabrese
L'Ultima Cena calabrese, in una foto pubblicata su Facebook dall'Associazione Culturale Mistery Hunters

Scoperta una copia dell’ Ultima Cena di Leonardo da Vinci nel refettorio del Convento dei Cappuccini di Saracena. A darne notizia sono state le Associazioni Mystica Calabria Mistery Hunters, con un post su Facebook. L’opera si trova in provincia di Cosenza, in quello che era un vecchio monastero, ora ridotto a un rudere dopo essere stato abbandonato nel 1918.

Il convento, che è raggiungibile solamente a piedi, fu fondato probabilmente nel 1588. Tra XVII e XVIII secolo crebbe di importanza, divenendo sede di noviziato e luogo di studi. Venne utilizzato come convento fino al 1915, quando chiuse. Ma le sue strutture vennero impiegate tra 1917 e 1918 come prigione. 

L’affresco calabrese

Di questa copia calabrese dell’Ultima Cena leonardesca non si conosce l’autore né la data di realizzazione. Come per l’opera del pittore vinciano, questo affresco è ubicato in un Refettorio, ma nonostate sia rovinato dal tempo e dall’incuria, sono visibili ancora i volti e i gesti che richiamano la ben più nota opera del Refettorio di santa Maria delle Grazie a Milano.

L’originale

Commissionato dal Duca di Milano Ludovico Sforza, il Cenacolo rientrava nel progetto del Duca di abbellire il complesso milanese di Santa Maria delle Grazie. Leonardo da Vinci realizzò l’opera basandosi sul versetto 13, 21 del Vangelo di Giovanni, in cui Cristo annuncia il tradimento di uno degli apostoli, provocando lo sgomento. “Dette queste cose, Gesù si commosse profondamente e dichiarò: «In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà». I discepoli si guardarono gli uni gli altri, non sapendo di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Di’, chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose allora Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda Iscariota, figlio di Simone”.

L’affresco è stato oggetto di uno dei più imponenti restauri della storia dell’arte. Durò infatti 31 anni, dal 1978 al 1999, e vennero utilizzate le tecniche più all’avanguardia.

Le copie dell’Ultima Cena

Quella calabrese non è l’unica copia esistente dell‘Ultima Cena di Leonardo. Dell’opera realizzata tra il 1494 e il 1498 da Leonardo una delle più famose e importanti è quella del Gimpietrino, a grandezza naturale. Più piccola è invece l’olio su tela attribuito a Marco d’Oggiono che si trova esposto al Museo del Rinascimento del Castello di Ecouen. Vi sono poi  altre copie, che si trovano sparse in Europa, tra Auistria, Belgio e Svizzera.

Redazione CiSiamo
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