Festa del Tricolore 2019: 222 anni fa nasceva la bandiera italiana

Manifestazioni ufficiali previste al Quirinale e a Reggio Emilia per festeggiare i 222 anni della bandiera italiana. Per festeggiare una bandiera che non è solo un simbolo, me è inserita tra i principi fondamentali della Costituzione.

Bandiera italiana
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7 gennaio, si festeggia la nascita del Tricolore. Ufficialmente la festa nasce 22 anni fa, con la legge numero 671 del 31 dicembre 1996. Ma la bandiera italiana può vantare però una storia ben più lunga, risalente addirittura al 1797. Previste per oggi, dunque, manifestazioni ufficiali al Quirinale, dove ogni anno, per questa ricorrenza, viene eseguito il cambio della Guardia d’onore in forma solenne. E c’è lo schieramento e la sfilata del Reggimento Corazzieri in uniforme di gala e della Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo. Si tratta di un rito svolto, oltre che per il 7 gennaio, solo il 2 giugno, Festa della Repubblica, e il 4 novembre, per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Anche a Reggio Emilia, dove la bandiera ha il suo luogo di nascita, si festeggerà il compleanno del tricolore, con l’alzabandiera e gli onori militari tributati ad una riproduzione della bandiera della Repubblica Cispadana, alla presenza della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati.

La bandiera non è solo un simbolo, ma è anche uno dei principi fondamentali della Costituzione. Il Tricolore, infatti, è inserito tra i primi 12 articoli  della Costituzione, che hanno il compito di esprimere lo spirito della Carta Costituente stessa. E così, leggiamo che  “la bandiera della Repubblica  è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni”. Colori e forme che non sono casuali, ma vengono dal periodo risorgimentale, in cui l’Italia affonda le sue radici come Stato e come Nazione.

La storia del Tricolore

La storia del nostro Tricolore ha inizio ben 222 anni fa, proprio a Reggio Emilia.

Gli inizi

È il 7 gennaio 1797 la data di nascita del Tricolore. In questo data, il Parlamento della Repubblica Cispadana, una delle Repubbliche dell’Italia del nord formatesi con l’occupazione militare francese, emette un decreto. Il deputato Giuseppe Compagnoni dichiara “che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”.

I colori

La scelta dei colori da utilizzare non è ovviamente casuale. Alcuni reparti militari provenienti dalla penisola italiana, che affiancavano l’esercito napoleonico, avevano infatti adottato stendardi simili. In particolare, il primo corpo militare a sostituire il verde al blu della bandiera francese, fu la Legione Lombarda. Forse la causa è legata al colore delle divise della Milizia cittadina milanese, che all’epoca indossava un’uniforme verde con mostrine rosse e bianche. Inoltre, rosso e bianco, comparivano nello stemma comunale milanese. Questi colori vennero poi adottati dagli stendardi della Legione Italiana, che raccoglieva soldati delle terre dell’Emilia e della Romagna. Probabilmente è questa la ragione per la quale la Repubblica Cispadana scelse questi stessi colori. Ad essi aggiunse uno stemma: una faretra contenente quattro frecce, circondata da un serto di alloro e ornata da un trofeo di armi.

Il Risorgimento

Tuttavia, la Repubblica Cispadana non sopravvisse alla Restaurazione. I suoi territori rientrarono nell’orbita dell’Impero Asburgico. Il Tricolore però era ormai diffuso e radicato in tutto il territorio della Penisola, e divenne in breve il simbolo risorgimentale por eccellenza. Nel marzo del 1848, durante le Cinque Giornate di Milano, erano diffuse in tutta la città coccarde tricolori, e Gabrio Casati, Capo del Governo Provvisorio instaurato a Milano dopo la cacciata degli austrici dichiarò: “Facciamola finita una volta con qualunque dominazione straniera in Italia. Abbracciate questa bandiera tricolore che pel valor vostro sventola sul Paese e giurate di non lasciarvela strappare mai più”. E lo stesso Carlo Alberto di Savoia, che mirava ad un’espansione del Regno di Sardegna su tutta la penisola, il 23 marzo 1848 include il Tricolore nel proclama della Prima Guerra d’Indipendenza. “Per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell’unione italiana vogliamo che le Nostre Truppe (…) portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera tricolore italiana. Una curiosità? per tutto il periodo risorgimentale, l’ordine dei colori nel vessillo non fu stabile, ma oscillò, invertendo rosso e verde.

L’Unità d’Italia

Il 17 marzo 1861 venne proclamato il Regno d’Italia. E sebbene non riconosciuto ufficialmente da una legge specifica, il tricolore continuò a essere la bandiera nazionale anche del nuovo Stato, fino al 1925, quando una legge lo definì aggiungendo la corona reale allo stemma centrale, bordato d’azzurro.

L’Assemblea Costituente

Fu nel 1946 che la bandiara italiana assunse la sua forma definitiva. Con la nascita della Repubblica, lo stemma posto nel centro della bandiera scomparve, ad opera di un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1949. Sarà questa foggia a venire confermata dall’Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947. In questa occasione il Tricolore verrà inserito nell’articolo 12 della Carta Costituzionale.

 

Redazione CiSiamo
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