Fase 2, appello del Moige: “Genitori esausti, servono risorse immediate”

La proposta: accordare ad almeno un singolo genitore un congedo straordinario interamente retribuito per una durata pari al numero dei giorni di chiusura delle scuole

Moige
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La scarsa attenzione nei confronti dei figli è stata una delle critiche che sono arrivate al nuovo decreto annunciato da Conte. Il premier, infatti, non ha parlato in maniera precisa di misure per sostenere le famiglie non appena riprenderanno il lavoro, in considerazione della chiusura ulteriore delle scuole. E il Moige non ci sta: ritiene poco positiva la posizione del governo, che non ricorda come ormai da settimane molti genitori siano in casa (spesso senza lavorare) o in smart working con i loro bambini.

“Siamo fortemente preoccupati di quello che potrà accadere nelle famiglie dopo il 4 maggio. I genitori si trovano tra l’incudine e il martello: da un lato hanno l’esigenza di rientrare al lavoro, dall’altro la necessità impellente di non abbandonare i figli a casa. Sappiamo bene che i minori di 14 anni devono essere tutelati con una attenzione speciale”. Lo dice all’AGI Antonio Affinita, direttore generale del Moige, Movimento italiano Genitori.

Il Moige in aiuto delle famiglie e dei loro bisogni

Non è giusto scaricare tutte le responsabilità sulla famiglia, unico baluardo che ha retto in questo periodo, insieme agli ospedali. Chiediamo al governo di attivarsi subito, non c’è tempo da perdere. Le famiglie hanno bisogno di cose concrete, e ne hanno bisogno adesso. Sento parlare di piani per l’infanzia, benvengano e siamo disponibili a dare il nostro fattivo contributo – osserva Affinita – ma questo è un momento di grande emergenza e servono risposte immediate“.

Il Moige non si limita però a una critica, ma la lancia proposte concrete. “E’ un problema di risorse, bisogna aiutare i genitori a svolgere la loro funzione. Il governo dovrebbe accordare ad almeno un singolo genitore un congedo straordinario interamente retribuito per una durata pari al numero dei giorni di chiusura delle scuole. Al momento, invece, è stata disposta solamente una indennità in misura del 50% della retribuzione. E solamente 200mila genitori hanno chiesto di poter accedere a questo sostegno”.

Impossibile poi non dimenticare come ad aggravare la situazione ci siano i problemi economici di cui soffrono molti: “Tante famiglie vivono una situazione di emergenza povertà, lenita solo marginalmente dal sistema di solidarietà. Temiamo – conclude – che questa rabbia possa esplodere“.