Come cambia lo shopping durante la Fase 2? Negozi come showroom

Tutto quello che sarà indossato e toccato, ma non acquistato, sarà sterilizzato con le macchine a vapore oppure portato in tintori

shopping Fase 2
Foto: PIxabay

A quasi due mesi dalla chiusura dei negozi la voglia di tornare a fare shopping è tanta (crisi economica permettendo), ma ci saranno cambiamenti durante la Fase 2? Come è facile immaginare, la risposta è positiva, come accadrà per la maggior parte delle abitudini che avevamo durante il lockdown.

Il rispetto delle norme di sicurezza che abbiamo imparato in queste settimane sarà certamente fondamentale. Ma si tratta di una misura d’obbligo per evitare che i contagi possano salire normalmente.

Shopping Fase 2 – In negozio con guanti e mascherina

L’igiene sarà un elemento fondamentale in tutte le realtà commerciali. Proprio per questo alcuni già in questi giorni si sono mossi con la sanificazione dei propri locali.

Ma il rapporto di confidenza che spesso si aveva con un negoziante di fiducia dovrà essere quasi del tutto dimenticato. I commessi, infatti, dovranno indossare obbligatoriamente mascherina e guanti e limitare il più possibile i contatti con i clienti. “Saranno forniti guanti ai clienti sprovvisti, oltre al gel igienizzante per le mani. Noi faremo il possibile per essere accoglienti, anche se il distanziamento ridurrà un po’ la complicità fra commessi e clientela” – sono le parole a Leggo di Gabriel Meghnagi, presidente della rete associativa vie di Confcommercio Milano, di Ascobaires e Vittorio Emanuele District.

Scordiamoci poi gli store pieni di clienti. Almeno per un po’ sarà impossibile. Il fattore preponderante per valutare quante persone potranno entrare saranno le dimensioni. “In un negozio di 40 metri quadrati potrà entrare una persona per volta, meglio se non accompagnata. In una boutique, mediamente di 120 metri, potranno accedere non più di tre clienti – sono ancora le parole di Meghnagi -. Gli altri dovranno attendere, con pazienza, in fila fuori. Ci sarà una commessa per ogni acquirente e il personale in eccesso dovrà spostarsi nel retrobottega”.

Si rischia il “guardare e non toccare”

Qualora si dovesse scorgere un capo di proprio gradimento non sarà così immediato poterlo provare, come accadeva fino a qualche settimana fa. Qui il rapporto con la commessa sarà determinante.

Ogni capo della collezione sarà esposto in stile showroom, ovvero un salone di moda dove la gente è incoraggiata a guardare l’intero campionario prima di chiedere la propria taglia. La commessa prenderà la misura in magazzino, ancora confezionata, così la clientela proverà un indumento “vergine”. E tutto ciò che sarà indossato e toccato, ma non acquistato, sarà sterilizzato con le macchine a vapore oppure portato in tintoria. Per la pelletteria sarà più semplice: ogni modello di borsa, per esempio, sarà in bella mostra, da poter maneggiare; per le scarpe si fornirà il calzino monouso, perché l’igiene è la prima condizione. Sanificheremo prima di riaprire e poi in seguito. Nell’arco della giornata ci sarà la pulizia straordinaria con appositi prodotti di tutte le superfici di contatto” – ha detto ancora Meghnagi.

Anche per il pagamento potrebbero essere previste novità. In linea di massima, infatti, sarebbe preferibile evitare i contanti che, secondo alcuni esperti, saranno fonte di contagio.