Lombardia, si lavora alla Fase 2: si modificano i trasporti pubblici

Si punta a garantire il diritto alla mobilià dei cittadini, evitando sovraffollamento sui mezzi pubblici, favorendo gli spostamenti con tragitti il piu' possibile diretti e rapidi

Lombardia Fase 2
Foto: Pixabay

Il 4 maggio, data fatidica per la partenza della cosiddetta “Fase 2“, è ormai sempre più vicina. E anche la Lombardia, pur essendo la regione più colpita dal Coronavirus, sarà coinvolta: l’intenzione del governo è infatti quella di agire su scala nazionale, senza particolari distinzioni. La nostra quotidianità è però destinata a cambiare, non solo perché la ripresa delle attività avverrà in modo graduale. Anche un’azione consueta come i viaggi sui mezzi pubblici saranno divers, dove diventerà fondamentale il rispetto delle distanze.

Lombardia Fase 2 – Come cambiano i mezzi pubblici

“Un piano di riaperture, in accordo con le imprese, che sarà accompagnato da uno specifico piano dei trasporti pubblici in particolare su rotaia. E’ il dossier su cui sta lavorando Regione Lombardia, preparata alla graduale ripresa delle attività lavorative dal 4 maggio“. Lo fa sapere una nota della Regione Lombardia. “L’obiettivo – continua la nota – è garantire il diritto alla mobilià dei cittadini, evitando sovraffollamento sui mezzi pubblici, favorendo gli spostamenti con tragitti il piu’ possibile diretti e rapidi anche e soprattutto verso le città capoluogo e in particolare Milano. Discorso a parte per il settore edile, dove tendenzialmente gli operatori si spostano su gomma. Ma per uffici e altre tipologie industriali è necessaria una approfondita mappatura. Regione Lombardia è l lavoro dopo una serie di confronti con associazioni di categoria, sindacati e industriali”.

“A dimostrazione della marcia di avvicinamento alla ‘nuova normalita” (cosi’ la Lombardia ha ribattezzato la Fase 2) – conclude la nota – c’e’ la faccenda dei mercati aperti: dopo un confronto con le citta’ capoluogo, la Regione ha dato il via alla riapertura sperimentale di un mercato aperto per ogni capoluogo. Con distanze di sicurezza anche tra le bancarelle, obbligo di protezioni e la figura del ‘covid manager’ per controllare l’accesso alla zona delle bancarelle.