Parroco multato per avere celebrato la Messa: “Non pago”

In questo periodo di restrizioni le celebrazioni sono vietate

parroco multato per la Messa
Foto: Pixabay

Parroco multato per avere celebrato la Messa. Una decisione che può apparire paradossale, ma quasi inevitabile in questo periodo di restrizioni. Tra i cambiamenti a cui abbiamo dovuto abituarci in queste settimane di lockdown c’è anche l’impossibilità di andare a Messa, decisa in accordo con gli esperti per evitare che potessero svilupparsi altri focolai di contagio da Coronavirus. (clicca qui per sapere cosa potrebbe cambiare con la Fase 2) C’è chi però ha deciso di proseguire come se niente fosse: è il caso di un sacerdote che ha tenuto la celebrazione fino al momento in cui è stato nterrotto dai carabinieri che hanno saznionato lui e i pochi fedeli presenti per violazione delle norme anticoronavirus.

Ma non è stata l’unica situazione. Un altro parroco ha invece celebrato dall’alto di una gru ma è stato costretto a smettere per le proteste di alcuni residenti.

Parroco multato per la Messa – Scatta la multa

I militari, in base alle norme contro la diffusione del Codiv gli hanno imposto di smetterla, multandolo con lui anche i fedeli presenti.

Non pagherò – ha spiegato il sacerdote ottantenne – perché quello che mi hanno contestato non è il fatto che ci fossero i fedeli ma che stessi officiando la messa. C’è scritto nel verbale e impugnerò questo comportamento”.

Per quanto riguarda i carabinieri che hanno interrotto la funzione, a suo avviso, “se avessero proprio voluto multarmi per la presenza dei fedeli avrebbero dovuto farlo all’uscita della chiesa. Allora avrei pagato, ma non adesso, non quando mi si dice che non posso celebrare, e con questi modi”.

Stesso concetto usato dal cardinale Angelo Becciu, prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, che su Twitter ieri ha difeso il sacerdote sottolineando che “deve essere difeso il principio che a nessuna autorità è consentito di interrompere la messa. Se il celebrante è reo di qualche infrazione sia ripreso dopo, non durante!”.

Diversa la posizione della Diocesi di cremona, che ha precisato come ritenga sbagliato il modo di agire di don Viola. Si rileva “con dispiacere che il comportamento del parroco è in contraddizione con le norme civili e le indicazioni canoniche di questo periodo di epidemia”.

A far interrompere le funzioni che un altro sacerdote da qualche giorno stava celebrando nel Bresciano da una gru, per rispettare le distanze imposte dal Decreto anti Covid-19 non sono invece stati i carabinieri ma i residenti. Giovanni Cominardi, parroco di Pontoglio, nel Bresciano, ogni giorno saliva su una piattaforma di una gru e da un’altezza di una ventina di metri diffondeva preghiere, canti, riflessioni e musica. Alcuni residenti si sono lamentati e il sacerdote è stato costretto a smettere. “Di fronte alle lamentele di ammalati che preferivano il silenzio delle mura domestiche, abbiamo preferito interrompere – ha spiegato don Giovanni -. Sicuramente c’è un pizzico di amarezza, perché moltissimi ci seguivano” . Dal Lecchese, invece, l’iniziativa di un sacerdote che non dovrebbe creare polemiche. Il parroco di Olgiate Molgora (Lecco) don Carlo è stato infatti nella struttura socio-sanitaria Casa Famiglia e, tenendo il distanziamento sociale, ha recitato insieme ai residenti il Rosario. Don Carlo ha letto un passo del Vangelo e i residenti, affacciati sui balconi delle proprie camere, si sono subito uniti nel momento di riflessione spirituale con il religioso. Don Carlo tornerà tutti i lunedì mattina, così da rendere la recita del Rosario un appuntamento fisso nella vita della Casa Famiglia.