Brusaferro (ISS): “La curva decresce, fase 2 ma con cautela”

Le regole generale da applicare alla riapertura sono ormai note: il distanziamento, la protezione, evitare l'aggregazione

Brusaferro

L’emergenza Coronavirus è tutt’altro che conclusa, ma i miglioramenti nella curva dei contagi continuano a esserci. Pensare alla Fase 2 già dal 4 maggio, come si parla già da qualche giorno, potrebbe non essere così impossibile, ma diventerà fondamentale non vanificare gli sforzi fatti finora: “Qualsiasi azione di apertura va fatta con grande cautela. Tutte le misure che prenderemo ci devono dare la ragionevole certezza che non si torni con un R con zero superiore a 1. Ci si deve muovere passo dopo passo, e valutare i fattori di rischio nelle diverse attivita’. Le regole generali le sappiamo, il distanziamento, la protezione, evitare l’aggregazione. Il che vuol dire ripensare la nostra organizzazione di vita, sia nei trasporti, sia nel lavoro, nella fase commerciale, nelle attivita’ quotidiane. E’ un lavoro che si sta facendo, acquisendo anche le conoscenze e le esperienze degli altri Paesi” – ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, durante il punto stampa

Brusaferro evidenzia il miglioramento generale

I dati che ci permettono di sentirci maggiormente sollevati dopo settimane allo stremo non sono tanto il numero dei positivi, che può dipendere anche dal numero di tamponi eseguiti, ma il minore lavoro che si sta registrando ormai in quasi tutti gli ospedali, Bergamo compreso. “Lo stato dell’arte sull’emergenza Coronavirus in Italia – ha detto Brusaferro – ci racconta di persone con i sintomi che stanno riducendosi e una curva di positività decrescente a livello nazionale. L’adozione delle misure restrittive del lockdown in tutto il Paese ha consentito di limitare la circolazione in molte aree”.

Inizia a respirare anche la Lombardia, che continua a detenere il primato di regione con più vittime: “La Lombardia – ha spiegato il presidente dell’ISS- resta la regione più colpita, ma anche qui la curva mostra un ecremento. Il Veneto mantiene la stessa tendenza, come l’Emilia Romagna. Nelle Marche i numeri sono più limitati e concentrati al confine con l’Emilia Romagna. Altre regioni hanno una circolazione più limitata”.

L’allerta non deve comunque abbassarsi: “Spesso si parla di nuovi contagi, ma si tratta in realtà di vecchie notifiche. Adesso è importante considerare la comparsa dei sintomi” – ha concluso.