La Chiesa dopo il Coronavirus – Le novità in arrivo con la Fase 2

La Conferenza Episcopale Italiana vorrebbe consentire la celebrazione dei funerali, almeno con i parenti più stretti

Chiesa dopo il Coronavirus
Foto: Pixabay

Anche la Chiesa è stata toccata dal Coronavirus. Ormai da più di un mese non si celebrano le Messe (molti consentono di seguire la celebrazione via streaming) e anche il Papa ha cambiato la propria quotidianità con una Basilica di San Pietro completamente vuota. La scelta non ha mancato di fare discutere (tra i contrari c’era Matteo Salvini, che aveva richiesto la riapertura in occasione della Pasqua), ma si tratta di una misura necessaria per evitare i contatti troppo ravvicinati che potrebbero scatenare ulteriori contagi.

Ma cosa accadrà non appena le misure restrittive saranno allentate? Praticamente impossibile tornare alle abitudini prima della pandemia. I vescovi vorrebbero collaborare con il Ministero dell’Interno in merito alle decisioni che saranno prese.

Chiesa dopo il Coronavirus – Come cambiano le celebrazioni

Il 4 maggio 2020 sembra essere una data ormai cruciale per il nostro futuro. Il giorno prima, infatti, scadono le misure restrittive decise dal governo e sembra sempre più probabile che si possa dare il via alla cosiddetta “Fase 2”, anche se le riaperture dovranno essere necessariamente graduali.

Anche per la Chiesa si potrebbe così pensare a un ritorno delle celebrazioni dando la possibilità ai fedeli di partecipare. La celebrazione Pasquale, in cui al fianco del sacerdone erano presenti un numero ristretto di persone, potrebbe essere la strada da seguire. “Sappiamo tutti che il 4 maggio l’emergenza non sarà finita – ha detto don Ivano Maffeis, segretario della Conferenza Episcopale Italiana -. Per questo chiediamo che ci venga data la possibilità di riprendere, certamente senza sconti, sarebbe irresponsabile. Non si torna indietro, anche perché abbiamo dimostrato che si può celebrare in sicurezza. Si è al lavoro a contatto con le Istituzioni governative per definire un percorso meno condizionato all’accesso e alle celebrazioni chirurgiche per i fedeli”.

Funerali e preghiere – Cosa è consentito

Finora non è stato possibile celebrare i funerali, ma questo non ha fatto altro che aumentare il senso di desolazione che questo periodo ha generato. Non poter dare un ultimo saluto a un proprio caro rende infatti più pesante la perdita. I sacerdoti aspettano quindi risposte su questo aspetto. Una delle cose che ci sta più a cuore – sottolinea don Maffeis – è il congedo dei defunti. Non possiamo lasciare che una intera generazione, e i loro familiari, siano privati del conforto sacramentale e degli affetti, scomparendo dalla vita, e improvvisamente diventando invisibili. Ci deve essere la possibilità di celebrare i funerali, magari solo con i familiari stretti, non possiamo non essere vicino a chi soffre. Troppe persone stanno soffrendo perché la morte di un caro oggi è come un sequestro di persona, certo motivato, ma dobbiamo farci carico di questo dolore dal punto di vista umano oltre che cristiano”.

’accesso ai luoghi di culto è consentito, purché si evitino assembramenti e si assicuri tra i frequentatori la distanza non inferiore a un metro. È possibile raggiungere il luogo di culto più vicino a casa, intendendo tale spostamento per quanto possibile nelle prossimità della propria abitazione. Si può andare in Chiesa, inoltre, in occasione degli spostamenti comunque consentiti, cioè quelli determinati da comprovate esigenze lavorative o da necessità, e che si trovino lungo il percorso già previsto, in modo che, in caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, si possa esibire o rendere la prevista autodichiarazione. Resta ferma tuttavia la sospensione di tutte le cerimonie, anche religiose”.