L’autocertificazione cambia ancora? Si pensa a una app

Non sarà più necessario avere con sè una copia del documento cartaceo: la misura potrebbe servire anche a tracciare gli spostamenti

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Foto: Pixabay

Nel corso di queste settimane all’insegna delle restrizioni non sono mancate le polemiche a causa dei documenti di autocertificazione, cambiati più volte su decisione del governo. Un inconveniente non da poco, soprattutto per chi aveva provveduto a stamparne diverse poche per poterle utilizzare all’occorrenza nei pochi spostamenti che sono consentiti. Ma ora che sembriamo sempre più vicini a quella che può essere denominata “Fase 2” potrebbe profilarsi un’ulteriore novità, apprezzata soprattutto dagli appassionati di tecnologia.

L’autocertificazione ora arriva via app

Le principali novità a cui sta lavorando la task force guidata da Vittorio Colao sarebbero due: una app per gestire le autocertificazioni e geolocalizzare i cittadini, monitorando gli spostamenti di chi è risultato positivo al coronavirus, e un calendario di allentamento delle restrizioni scaglionato in base alle fasce d’età.

Non sarà quindi più necessario armarsi di pazienza (ma anche di inchiostro, ovviamente!) per potersi mettere a stampare il documento da avere con sè in occasione dei propri viaggi, anche se necessariamente poco distanti dal proprio domicilio. L’app, che sarà scaricabile da un sito del governo e sarà disponibile sia per iOS sia per Android – dovrebbe infatti consentire la geolocalizzazione dei cittadini. L’idea è di poterla utilizzare per i tracciamenti, come già oggi avviene in Corea, per monitorare con precisione la diffusione del virus.

A dare ulteriori indicazioni sulle caratteristiche del servizio è il quotidiano Il Messaggero. Tra le caratteristiche dell’app dovrebbe esserci anche un sistema di allerta per segnalare gli spostamenti, specie di individui soggetti a restrizioni – e risultati quindi positivi al virus – ricostruendo tutti i contatti avuti. Non è escluso che questo possa essere un sistema anche per rilevare in modo più preciso, come già accaduto in Cina, chi possa essere autorizzato a muoversi senza rischio di contagio.