12 aprile 2020, la nostra prima Pasqua in casa: riscopriamone il senso

E' una Pasqua diversa dal solito, condizionata dalle misure restrittive dovute al contenimento del Coronavirus. Tra città deserte e messe online, cosa ci resta? Il tempo, ed è una risorsa che abbiamo il dovere di valorizzare.

Nessuno di noi avrebbe immaginato che le misure restrittive attuate per contenere l’avanzata del Coronavirus sarebbero durante fino a Pasqua. E oltre.

Il virus arrivato da Wuhan, ha invece rivoluzionato il nostro modo di vivere, di relazionarci con noi stessi e gli altri in modo sorprendente. Qualcuno ha definito la situazione delle ultime settimane “una guerra”, altri parlano di un episodio unico nella nostra storia più recente. Altri ancora, hanno cercato di ridimensionare il fatto e in diversi hanno provato a coglierne alcuni lati positivi (gli ambientalisti, ad esempio).

Da oltre un mese l’Italia, fino a poche ore fa il Paese più colpito dall’emergenza sanitaria COVID-19, è in quarantena. Secondo gli aggiornamenti quotidiani, le misure restrittive stanno funzionando e il numero di contagi (e decessi) è in calo. Proprio per questo, ancora oggi, 12 aprile 2020, le misure di contenimento sono in vigore.

Quella di oggi, però, non è una giornata come un’altra: oggi è il giorno di Pasqua. E per chi è religioso questo vuol dire che si celebra proprio oggi la più importante festività del calendario cristiano.

Perchè festeggiamo la Pasqua?

Sappiamo davvero per quale ragione festeggiamo la Pasqua? La Pasqua si festeggia ogni anno di domenica perché nei Vangeli è scritto che il sepolcro vuoto di Gesù Cristo fu scoperto il giorno successivo al sabato. La data cambia però di anno in anno per via del fatto che da quasi 1700 anni per calcolare il giorno esatto di festa si tiene conto del calendario lunare. Come riporta giustamente Il Post, che quest’oggi ha dedicato un bellissimo pezzo per ripercorrere le origini di questa festività, “per la Chiesa, la Pasqua si festeggia la domenica successiva al primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera, che può capitare in diversi giorni del calendario solare”.

La Pasqua si celebra, con forse più intensità religiosa del Natale, perché oggi è il giorno il cui risorge Gesù. La risurrezione di Gesù è uno dei punti chiave della fede cristiana: per la Chiesa cattolica, per esempio, chi ritiene che Gesù non sia risorto non può essere considerato un vero credente. Nella nostra cultura il Natale però è certamente più popolare rispetto alla Pasqua. Perchè? Semplice, le festività natalizie hanno avuto la fortuna di saldarsi a una ricorrenza pagana già esistente, cioè quella di dare regali ai bambini, attestata in Germania prima dell’introduzione del Cristianesimo e poi attribuita più avanti a San Nicola.

Morto strozzato durante pranzo di Pasqua

Chiese e città deserte

Resteranno probabilmente nella storia le immagini delle nostre città deserte, vuote, quasi disabitate. Da Roma, a Firenze, passando per Milano o Napoli, ogni tipo di festività che comprendesse assembramenti è stata vietata, in linea con i più recenti DCPM del Governo, che vietano assembramenti. Il risultato è una Pasqua inedita, senza riti religiosi o civili, senza la possibilità di lasciare la propria abitazione, nemmeno per vedere i propri cari.

Nelle strade fiorentine, oggi deserte, il silenzio si fa sentire. Solitamente a Pasqua Firenze è stracolma di fiorentini e turisti che assistono allo Scoppio del carro. Stessa sorte spetta a Bologna, dove l’arcivescovo ha chiesto che le campane di tutte le chiese bolognesi suonassero alle ore 12.00. Un modo, innocuo ma efficace, per dire ai cittadini che non sono soli. Episodi come questi accadono dappertutto in Italia, dalle grandi città, fino ai borghi minori. C’è un desiderio di trovare una nuova normalità e la Chiesa fa la sua parte, dicendoci che “andrà tutto bene”.

Roma. Da Il tempo
Roma. Da Il tempo

I controlli, però, continuano ad esserci. Le forze dell’ordine stanno monitorando da qualche giorno la situazione nelle strade e nelle autostrade italiane con l’obiettivo di frenare gli impulsi – comprensibili, ma non per questo giusti – di lasciare la propria abitazione in cerca di una piccola vacanza. A Roma, la polizia locale ha effettuato solo ieri 17mila controlli e 108 sanzioni, anche nei confronti di persone che cercavano di raggiungere il litorale. Ieri una lunga coda di auto si è formata su via Pontina, direzione fuori Roma, dove le vetture sono state incanalate su una corsia per effettuare i controlli e verificare eventuali violazioni.

Si usano anche i droni per controllare gli spostamenti: è successo, ad esempio, a Venezia, per intercettare l’eventuale spostamento di imbarcazioni non motivato da necessità.

Le parole di Papa Francesco

E’ una Pasqua mai vista, che probabilmente ricorderemo per molto tempo. Nella messa di quest’oggi a San Pietro, vuota e senza fedeli (ma in streaming), Papa Francesco ha rivolto a tutti i fedeli un messaggio di amore e speranza.

“Il mio pensiero quest’oggi – ha detto il Pontefice – va soprattutto a quanti sono stati colpiti direttamente dal coronavirus: ai malati, a coloro che sono morti e ai familiari che piangono per la scomparsa dei loro cari, ai quali a volte non sono riusciti a dare neanche l’estremo saluto”. 

Abusi sui minori, il monito di Papa Francesco
Papa Francesco (foto AdnKronos)

“Non è questo il tempo degli egoismi – ha continuato – perché la sfida che stiamo affrontando ci accomuna tutti e non fa differenza di persone”. Poi, tra le tante aree del mondo colpite dal coronavirus, ha rivolto “uno speciale pensiero all’Europa”, ricordando che “dopo la seconda guerra mondiale, questo amato continente è potuto risorgere grazie a un concreto spirito di solidarietà che gli ha consentito di superare le rivalità del passato”. 

“Per molti è stata occasione per riflettere, ma per tanti è tempo di preoccupazione per l’avvenire, il lavoro che si rischia di perdere e tutte le conseguenze che la crisi porta con sè. Serve coraggio alle autorità politiche che forniscano gli strumenti necessari a una vita dignitosa per continuare la vita quotidiana”, ha aggiunto rivolgendosi ai governi. “Non è questo il tempo dell’indifferenza e dell’egoismo, pensiamo ai poveri ai profughi e senza tetto che non siano lasciati soli in tutto il mondo. Bisogna fornire loro cibo e medicine necessarie, anche ora in questo momento di difficoltà”.

Una Pasqua nuova, riscopriamone il senso

Che si creda o no, le festività di Pasqua sono qualcosa che appartiene alla nostra cultura e ci accomuna. E per la prima volta le passiamo, probabilmente, con una consapevolezza nuova: che non siamo al sicuro e che la nostra libertà personale è limitata. Viviamo questi giorni di festa con un po’ di malinconia, forse solitudine. Ma c’è una cosa che abbiamo dalla nostra parte: il tempo. Il tempo per riflettere, per scoprire qualcosa in più su di noi o su quello che vogliamo veramente lasciare di noi stessi agli altri. Non sprechiamo questa opportunità e viviamo la Pasqua con un pensiero di fratellanza, solidarietà e soprattutto amore. Sarà banale, forse, ma è proprio questo che sta alla base del messaggio cristiano.