Lombardia, sindacati: “Chiudere supermercati a Pasqua e Pasquetta”

Le categorie del commercio di Cgil, Cisl e Uil della Lombardia esprimono netta contrarietà contro la decisione del Pirellone

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Foto: Pixabay

Chiudere supemercati a Pasqua e Pasquetta? Non sarà così ovunque. Il Governatore della Lombardia Attilio Fontana ha dato l’annuncio via social: i supermercati della Regione saranno liberi di decidere se restare aperti o chiusi nelle giornate di Pasqua e Pasquetta. Una mossa che però non piace ai sindacati, che si sarebbero aspettati una chiusura totale in occasione delle due giornate di festa per dare un po’ di respiro ai dipendenti, già provati dal periodo difficile.

Supermercati weekend di Pasqua

❌ Informazione sui supermercati.Abbiamo lasciato libertà di scegliere a supermercati e negozi alimentari se chiudere o restare aperti durante Pasqua e Pasquetta.Informatevi prima di uscire se il negozio a cui vi dovete recare è aperto, evitiamo assembramenti.

Pubblicato da Attilio Fontana su Venerdì 10 aprile 2020

Chiudere supermercati Pasqua Pasquetta – La presa di posizione dei sindacati

Tra le persone che stanno continuando a lavorare anche in questo periodo difficile ci sono gli addetti ai supermercati, chiamati a fornire un servizio necessario per garantire a tutti di poter fare la spesa. Il tutto ben sapendo come sia necessario ridurre il più possibile gli spostamenti.

L’idea di poter lasciare la libertà ai supermercati di restare aperti a Pasqua e Pasquetta non piace però ai sindacati. Le categorie del commercio di Cgil, Cisl e Uil della Lombardia esprimono infatti la loro “netta contrarietà” alla decisione della Regione di non imporre la chiusura dei supermercati e degli ipermercati nelle due giornate di festa.

Non c’è comunque l’intenzione di restare a guardare. Si annuncia infatti l’intenzione di invitare i lavoratori della Grande distribuzione organizzata (Gdo) a “rimanere a casa consapevoli di non togliere nulla in termini di servizio essenziale ai cittadini”.”

“Chiudere i supermercati e gli ipermercati durante le festività – spiegano le organizzazioni – sarebbe stata una misura coerente per arginare il contagio da Covid-19 a favore di una più efficace limitazione di mobilità delle persone, da tutti considerata decisiva per ridurre al minimo la trasmissione del virus”. “Evidentemente – commentano – il presidente della Regione più colpita dalla pandemia, contrariamente a quanto deciso da diverse Regioni italiane, dimostra di essere più sensibile alle attese della grande distribuzione che alla salute di cittadini e lavoratori, in contraddizione con il reiterato invito a rimanere a casa in questo momento così decisivo”.