Brusaferro (ISS): “Contagi in calo, non si può abbassare la guardia”

Brusaferro
Foto: PIxabay

È arrivato il consueto punto giornaliero da parte di Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità sull’andamento del Coronavirus. I miglioramenti ci sono, ma è ancora troppo presto per pensare che il peggio sia passato. “Nelle regioni del sud Italia i numeri, sia pure contenuti, sono in calo – ha detto -. Le morti avvengono dalle 2 alle 5 settimane dal contagio e questo significa che c’è un trascinamento molto lungo. Questa è anche una delle ragioni per cui continuiamo a vedere un numero di decessi importante”.

Qualcuno ha sbagliato?

La Lombardia resta una delle regioni più colpite e, inevitabilmente, diventa naturale chiedersi se si sarebbe potuto fare qualcosa di diverso. Almeno per ora Brusaferro preferisce non sbilanciarsi.

“È difficile fare un’analisi degli errori in questa fase. Ma quello su cui ora dobbiamo porre massima attenzione sono le misure di distanziamento sociale, che sono un fattore decisivo come anche le curve ci stanno dimostrando – ha detto ancora il dirigente -. Un altro elemento importante è che le persone più fragili, più anziane e quelle portatrici di più patologie- ha proseguito- sono la fascia di popolazione che deve essere maggiormente protetta, soprattutto in un Paese come il nostro, che e’ uno di quelli in cui ci sono più anziani al mondo”

Il presidente prova comunque a lanciare una possibile ipotesi in merito al dramma lombardo: “La densità abitativa e l’interconnessione relazionale stretta, oltre a realtà produttive e commerciali a forte intensità di scambi internazionali hanno facilitato la rapidissima diffusione dell’epidemia a livello locale in Lombardia, di cui ancora vediamo la coda

Brusaferro inizia a pensare alla Fase 2

Il premier Conte sembra ormai sul punto di prorogare la quaranten, ma si inizia già a guardare a quello che ci attende e a quella che viene chiamata “Fase 2“: “Come ci dobbiamo muovere? I dati di oggi sono il riconoscimento della strategia efficace adottata. Ma non dobbiamo illuderci. Nella cosiddetta fase 2 le misure dovranno sicuramente essere su scala nazionale perche’ anche nelle zone dove abbiamo comuni ‘bianchi’, senza casi di Covid-19, se non siamo molto attenti a seguire certe misure, un ‘bianco’ può diventare ‘rosso’ intenso, specie nelle piccole comunità – ha detto ancora Brusaferro. Quando ci fu la fuga dalla zona rossa del nord, con tutti quelli che si trasferirono al sud – ha ricordato – guardammo quanto avvenne con grande preoccupazione ma se poi in alcune regioni la diffusione del virus e’ stata limitata – ha sottolineato – è stato proprio perchè le misure a livello nazionale hanno funzionato”.