Visite e terapie rimandate, il dramma dei malati oncologici

Visite di controllo, terapie e interventi rinviati senza avere una data a causa dell'emergenza sanitaria: aumenta la paura di non farcela

malati oncologici
Foto: Pixabay

Ricevere la diagnosi di un tumore è certamente sconvolgente, nonostante i progressi fatti dalla medicina negli ultimi anni che hanno reso guaribili diverse malattia. Questo comporta però l’inizio di una vera e propria “battaglia” e spinge chi ne è colpito a tirare fuori una forza che non pensava nemmeno di avere per superare le conseguenze delle cure, spesso pesantissime. Nella situazione attuale, in cui si deve coniugare anche il rischio di prendere il Coronavirus, il quadro diventa ancora più drammatico: spesso, infatti, molti pazienti oncologici si trovano alle prese con visite di controllo e terapie rimandate e il timore di non superare il problema. Solo un mese fa l’Associazione Italiana di Oncologia Medica aveva lanciato l’invito a rinviare le chemioterapie se non strettamente urgenti: una vera mazzata per chi lotta contro il male.

Malati oncologici – Paura e ansia aumentano con il Coronavirus

Lo stress psicologico è molto forte, tanti pazienti oncologici si sentono in stand-by. Molti sono abituati a convivere con la paura della morte, ma questa situazione di limbo non fa che aggiungere ansia, perché non sanno cosa li aspetta e cosa devono fare. A tante persone sono stati cancellati gli interventi, si sentono molto abbandonate”. l Da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus, Alessandra Capone è diventata la voce di tanti malati oncologi che in queste settimane vivono una doppia emergenza. Da un lato il dramma della loro malattia e dall’altro quello ‘collaterale’ dettato da Covid-19.

La storia di Alessandra, 47 anni, attivista e dipendente in un Caf di Roma, inizia nel 2010 quando le viene diagnosticato un tumore al seno, diventato metastatico nel 2015, fino a raggiungere linfonodi e fegato. Dopo una serie di terapie a Milano e a Roma, la situazione al fegato peggiora. Così un anno fa inizia una terapia presso l’Ospedale universitario di Francoforte, che al momento, però, non può raggiungere.

“La mia situazione era molto compromessa, avevo solo il 5% di fegato sano – spiega la Capone all’Adnkronos – ho iniziato il trattamento ad aprile 2019. Sono andata tutti i mesi in Germania, fino allo scorso febbraio. In questo momento però non posso recarmi a Francoforte, anche se il medico che mi segue continua a fare trattamenti”.

Alessandra spiega di non essere partita “sia perché nel frattempo è sopraggiunta situazione all’encefalo e ho dovuto fare una terapia immediata sia per il Coronavirus”.

La situazione è diventata così più complessa. All’inizio, Alessandra ha provato a contattate la Farnesina e il Ministero degli Esteri, poi il consolato italiano a Francoforte. “Mi hanno spiegato le procedure da attivare e sono molto complicate – osserva -. Inoltre, una volta lì, dovrei trovare un hotel che mi ospiti e ci sono grossi problemi nell’accettare persone che vengono dall’Italia. C’è anche rischio nel viaggiare essendo immunodepressa, non sono tranquilla”.

La paura di non farcela diventa più forte

In Italia, Alessandra non è l’unica ad aver dovuto interrompere parte delle cure. Migliaia di malati di cancro che avrebbero bisogno di terapie, visite mediche, visite di controllo e interventi di chirurgia stanno riscontrando diverse difficoltà per via dell’emergenza sanitaria. Molte strutture hanno infatti sospeso l’attività ordinaria, mentre altre hanno dovuto riconvertire i propri reparti per accogliere i pazienti Covid in terapia intensiva.

“In alcuni casi la cancellazione della visita viene annunciata senza alcun tipo di comunicazione – sottolinea la Capone – e non dimentichiamo che il paziente vive già in una condizione psicologica di fragilità. Sono stati cancellati interventi, rimandate terapie e ‘follow up’ a data da destinarsi. Leggo varie storie sui forum di chi fa pendolarismo sanitario che si trova impossibilitato a viaggiare perché non ci sono gli aerei. E’ un grande problema. Questa è una situazione di disagio, davvero problematica”.

Secondo un questionario realizzato da Codice Viola, associazione impegnata a migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti affetti da adenocarcinoma del pancreas, e condotto su un campione di quasi 500 malati di cancro, l‘81% dei malati oncologici ha ricevuto notizia della cancellazione di visite, terapie e operazioni, senza che venisse loro proposto un’altra modalità. Chi era già in carico presso una struttura, con terapie chemioterapiche e adioterapiche avviate, prenotate e in corso, ha potuto proseguire senza variazioni ma l’11% dei pazienti si è visto cancellare gli appuntamenti fissati per le chemioterapie. Annullate o rinviate a data da destinarsi nel 42% dei casi anche le visite di controllo effettuate in corso di terapia. Nel frattempo, il rischio che lo stadio tumorale in molti pazienti peggiori è concreto.

Una situazione che si sta verificando in modo sempre più frequente. Pensare di dover rimandare una seduta di chemio, per quanto dura, può essere snervante, perché si teme che allungare i tempi possa rendere più diffiicile vincere sulla malattia.