Locatelli (CSS): “Meglio riapertura nazionale che per regioni”

Massimo invito alla cautela per evitare una seconda ondata: tra le categorie a rischio ci sono dentisti e parrucchieri

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Foto: Pixabay

Al momento le misure restrittive in vigore dureranno fino al 13 aprile, ma pur essendo probabile un nuovo lockdown per un paio di settimane, si inizia a parlare della cosiddetta “Fase 2” e di una possibile riapertura, che dovrà essere necessariamente graduale. Già dopo Pasqua, infatti, alcune fabbriche, al momento chiuse, potrebbero riprendere la produzione. Ma quando tutto accadrà non dovrebbero esserci differenze tra i territori, nonostante ci siano differenze sul numero di positivi e di vittime.

Locatelli fissa le linee della riapertura

“Per la fase 2 personalmente credo che le politiche che verranno scelte dal decisore dovranno forse avere un carattere nazionale piuttosto che regionale, semmai valorizzando i profili di rischio dei lavoratori. Guardare prima alle professioni piuttosto che alle zone geografiche? Sostanzialmente sì. – sono le parole del presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli in conferenza stampa alla Protezione civile -. In una regione con alta incidenza epidemica il rischio contagio è più elevato – ha premesso Locatelli -, però in una regione dove il tasso di incidenza è più basso ragionevolmente è ipotizzabile che sia più alto il numero di soggetti che non hanno avuto produzione anticorpale come indicatore di esposizione al virus, quindi una maggior proporzione di soggetti suscettibili a infettarsi”.

L’invito resta sempre valido: restare in casa anche in occasione della festività in arrivo nel weekend: ” Ci avviciniamo alla Pasqua, ognuno di noi deve adeguarsi e rispettare le indicazioni nella prospettiva di una responsabilita’ individuale”.

La cautela non dovrà mai mancare

Anche all’avvio delle riaperture la nostra vita dovrà comunque cambiare per far sì che la situazione non possa tornare a precipitare di nuovo. “Dico in maniera chiara che tutto quello che riguarderà la riaccensione delle attività produttive non essenziali andrà fatto con molta cautela per evitare una seconda ondata” – ha detto ancora Locatelli.

Ci sono però alcune categorie che dovranno però necessariamente attendere ancora: “Quella dei dentisti e quella dei parrucchieri sono categorie professionali fortemente a rischio, chi lavora invece per la silvicoltura per evitare incendi boschivi rappresenta di converso una categoria con il rischio di contagio marcatamente piu’ basso” .

Da valutare anche la situazione scuola: “Sulla riapertura o meno degli asili nido e delle scuole materna personalmente ritengo prematuro allo stato attuale ipotizzare scelte per uno scenario applicativo, e’ il caso di limitare l’arco di prospettiva temporale. L’auspicio è che per settembre questo tipo di problema non arrivi, stiamo lavorando per questo” – ha concluso.