Coronavirus, il bollettino: oltre 500 morti e più casi ma è record guariti

L'OMS frena però sulla data delle riaperture: siamo in una fase di plateu, non siamo ancora arrivati a una diminuzione dei casi

Coronavirus bollettino
Foto: Pixabay

Sono 542 le vittime in più per conseguenze derivate dal coronavirus. Ieri il dato era di 604. È quanto ha diramato il capo del dipartimento della Protezione civile Angelo Borrelli in conferenza stampa nel consueto bollettino delle 18 di oggi mercoledì 8 aprile.

Torna a salire il numero di nuovi casi Covid-19 in Italia e il trend della curva epidemica (da 2,3% a +2,8%): 3.836 in più contro i 3.039 di ieri. Un dato però condizionato da un vero e proprio boom di tamponi: in un giorno sono stati effettuati 51.680 test, quasi 18mila in più rispetto a ieri. Per il quinto giorno consecutivo calano ancora i ricoveri in terapia intensiva (-99 in un giorno) e dei ricoverati con sintomi (-233). Segnato anche il record dei guariti (+2.099) Numeri che seguono l’evolversi della situazione in Lombardia che ha fatto segnare il doppio dei tamponi contenendo i nuovi casi di poco oltre i mille dove si allenta la pressione sulle terapie intensive con 48 persone in meno.

Coronavirus Bollettino – Frenata sulle aperture

Proprio nelle ore in cui si inizia a pensare a possibili spiragli legati alla Fase 2 e a una possibile riapertura di aziende e attivit, non tutti sembrano però essere d’accordo.

«Dobbiamo mantenere alta la guardia e mettere in atto tutti quei comportamenti consigliati dagli esperti per evitare diffusione del virus» – sono state le parole del capo della Protezione Civile Angelo Borrelli in conferenza stampa, che ha sottolineato come sia importante rispettare ancora le misure di contenimento.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ranieri Guerra,  il vicedirettore dell’Oms nonché componente del Comitato tecnico-scientifico sull’emergenza Coronavirus, che invita ancora i cittadini a non abbassare la guardia: «I passi preliminari da compiere per la riapertura sono parecchi, avendo visto la curva epidemica non siamo in diminuizione, siamo di fronte a un rallentamento, un plateu. Aprire in questa condizioni è difficile. Aprire o pensare di aprire in questa fase è abbastanza difficile, non siamo in una diminuzione netta ma in un rallentamento della velocità. C’è un serbatoio di asintomatici che continua a garantire la circolazione del virus».

Qualche possibile ipotesi viene comunque avanzata. Si potrebbe pensare a riaperture «per classe di lavoro, tipologia geografica e classe di età» ma sempre con «un occhio ad una diminuzione marcata di questa curva che ancora non c’è. Io non credo che il governo italiano voglia procedere alla riapertura senza pensare a questa rischiosità che è ancora molto alta», ha aggiunto.