La Pasqua ai tempi del Coronavirus: come cambiano le celebrazioni

Nei Paesi in cui sono in vigore restrizioni sugli assembramenti di persone per evitare nuovi contagi le Messe potranno avvenire solo a porte chiuse

Pasqua Coronavirus
Foto: Pixabay

La Pasqua si avvicina, ma in tempi di Coronavirus come quello che stiamo vivendo anche le celebrazioni della Chiesa non potranno avvenire come negli anni passati. Ormai da qualche settimana le Sante Messe non si tengono infatti regolarmente, ma i fedeli che desiderano seguirle possono farlo solo in streaming o in Tv. Si tratta di una misura che si è rivelata necessaria per cercare di frenare il contagio: un elevato numero di persone nello stesso luogo può infatti rivelarsi pericolosa.

Pasqua Coronavirus – Solo celebrazioni a porte chiuse

Nelle diocesi interessate da restrizioni per evitare assembramenti (situazione che, come sappiamo, coinvolge anche l’Italia) le funzioni religiose saranno officiate a porte chiuse; in questi contesti i fedeli per la prima volta potranno seguire le celebrazioni solo via streaming; la Messa del crisma, in cui la Chiesa locale si raccoglie attorno al proprio vescovo, diventa opzionale; stessa disposizione per le processioni; salta, invece, il rito della Lavanda dei piedi durante laMissa in Coena Domini, primo atto del Triduo pasquale che si chiude con la solenne Veglia del Sabato santo.

Una situazione che, inevitabilmente, coinvolge anche Papa Francesco e a cui siamo abituati ormai da qualche settimana. Impossibile dimenticare quanto avvenuto in occasione dell’indulgenza plenaria di fronte a una Piazza San Pietro vuota, ma anche domenica scorsa in occasione della Messa della Domenica delle Palme. Al fianco del Santo Padre ci saranno solo solo il maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, Guido Marini, e alcuni cerimonieri, sulle prime panche della navata centrale, una manciata di suore e gli uomini della sicurezza. Stessa sorte per la via crucis di Venerdì, trasmessa in mondovisione.