La vita dopo il lockdown: come ripartiremo (lentamente)

La vita dopo il lockdown: come ripartiremo (lentamente). Ma il 25 aprile e il Primo maggio, di per sè rischiosi, li dovremo passare in casa

La vita dopo il lockdown: come ripartiremo (lentamente)
Un bambino che gioca in una Milano deserta - foto Corriere della Sera

La vita dopo il lockdown: come ripartiremo (lentamente). Per quanto riguarda l’attività economica, così danneggiata dalla quarantena, “in cima alla lista delle riaperture ci sono piccole e medie imprese, ma anche altre aziende che già dal 14 aprile potrebbero avere il via libera, sia pur con criteri molto rigorosi. Sono quelle che fanno da supporto ai settori alimentari e farmaceutici, comprese le meccaniche e di manutenzione. Il personale dovrà stare in smart working limitando al minimo le presenze negli uffici e comunque rispettando la distanza di almeno un metro tra le scrivanie. Meglio se tra le dotazioni ci sono i dispositivi di protezione e in ogni caso bisognerà rispettare le stesse regole qualora nelle sedi dovessero entrare persone esterne come i fornitori”.

La vita dopo il lockdown: come ripartiremo (lentamente)

Lo scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, anticipando lo scenario del ‘dopo’ emergenza. Fermo restando che non sappiamo ancora quando accadrà e che, certamente, il ritorno alla normalità non potrà essere immediato, totale e contemporaneo per tutti. Occorrerà vedere come evolve il contagio.

“Nella fase 2, quella della convivenza con il coronavirus, ci sarà distanza tra estranei — fino a due metri — ma anche i rapporti con amici e parenti dovranno essere distaccati. – continua la Sarzanini – A segnare l’andamento della nostra vita sarà l’indice R0, quello che indica il contagio. Adesso oscilla tra 1,1 e 1: una persona ne contagia un’altra. Per la riapertura di negozi, bar e ristoranti dovremo arrivare stabilmente a 0,5. Per i luoghi affollati come le discoteche, le sale per eventi e convegni, gli stadi la quota da raggiungere è quella dello 0. Certamente non accadrà prima di un mese perché bisognerà far passare le festività pasquali e i due lunghi ponti: quello del 25 aprile e del 1 maggio, da sempre occasione per gite al mare o in montagna, scampagnate e pranzi in famiglia”. Ma al di là delle comunicazioni contraddittorie che arrivano da chi sta guidando questa fase, il punto fondamentale è che al momento ci servono ancora disciplina e pazienza.