Google monitora gli spostamenti: crollati in Italia

spostamenti crollati
Foto: PIxabay

Gli effetti delle misure restrittive decise dal governo, al momento valide fino al 13 aprile, iniziano a vedersi. A testimoniarlo è il supporto della tecnologia, che ci viene in aiuto in molti ambiti della nostra quotidianità. Nelle regioni italiane si è registrato infatti un vero crollo negli spostamenti, come confermato dai numeri rilevati da Google.

Spostamenti crollati – La conferma di Google

Spostarsi solo per motivi di estrema necessità. Per lavoro, per chi è ancora in attività, per la spesa o per motivi di salute. Ormai lo abbiamo imparato. E sono in tanti a mettere in pratica questa indicazione. In media le visite ai negozi alimentari e alle farmacie sono calate dell’85%, ai ristoranti e bar del 95%, ai parchi del 90%, ai mezzi di trasporto dell’87%, ai posti di lavoro del 63%, la permanenza nelle zone residenziali è cresciuta del 24%. Con punte di -95% e -94% di viste ai negozi di alimentari in Veneto ed Emilia Romagna, mentre la Lombardia – la più colpita dall’epidemia – è sotto la media con -81%.

I dati – che arrivano nei giorni in cui si discute di un’app nazionale per i tracciamenti, con diverse regioni che hanno già messo in atto proprie soluzioni – prendono in considerazione la seconda metà di febbraio e il mese di marzo, sono aggiornati fino al 29 marzo. Queste informazioni sono contenute in un rapporto sulla mobilità stilato da Google in 131 Paesi del mondo, quindi anche in Italia, sulla base delle localizzazioni attivate dagli utenti sulle mappe.

Sono dati “aggregati e anonimizzati nel rispetto della privacy”, per cui gli aumenti o le diminuzioni appaiono in “punti percentuali, non sono condivisi i numeri assoluti delle visite”.

La fotografia di un’Italia che si è fermata (ma è un quadro che riguarda ormai la metà della popolazione mondiale) può aiutare a comprendere la geografia degli spostamenti essenziali e come sono cambiati dopo le misure restrittive messe in atto dal governo.

I valori percentuali della Lombardia sono in linea con quelli nazionali con un calo delle viste agli alimentari (-81%) però più contenuto che in Veneto (-95%) e in Emilia Romagna (-94%). Simili nelle tre regioni l’uso del trasporti (il calo si attesa tra l’88% e l’89%) e l’aumento della permanenza nelle zone residenziali (tra il 24% e il 25%). La situazione cambia nel Lazio e in Campania, dove i cali delle visite agli alimentari sono meno sensibili (rispettivamente -76% e -78%),mentre raggiungono i livelli del Veneto in Trentino e Friuli (-94%), Sicilia (-93%), Sardegna e Calabria (-92%).

L’uso dei trasporti registra cali sensibili in Abruzzo e Calabria (-90%), Campania (-85%), Puglia e Lazio (-88%). I picchi di permanenza più alta nelle zone residenziali sono in Valle d’Aosta (+36%, ma Google avverte che alla data della rilevazione le informazioni non erano sufficienti) e Molise (+29%), le altre regioni sono in linea con la media nazionale. Così come è più o meno simile alla media nazionale, con qualche piccolo scostamento, il crollo dell’affluenza ai ristoranti, ai parchi e al lavoro (per questa categoria Piemonte e Sardegna sotto la media nazionale con -59% e -56%).

“Abbiamo preparato questo rapporto – spiega Google – per aiutare gli utenti e i funzionari della sanità pubblica a capire meglio la risposta alle misure di allontanamento sociale relative al Covid-19. Il rapporto – conclude – non deve essere usato a fini diagnostici o terapeutici”.