Coronavirus, chi è più a rischio? Solo una vittima su tre è donna

Si è arrivati a ipotizzare una protezione genetica o ormonale dalle minacce del bacillo killer, ma non ci sono certezze

Coronavirus
Foto: PIxabay

Non ci sono ancora certezze sulle cause, ma soprattutto sulle cure per il Coronavirus. E anche il vaccino difficilmente potrà arrivare prima di fine anno. Ma analizzando i dati relativi a chi ne è rimasto colpito possiamo farci un’idea più precisa su chi possa essere considerato più vulnerabile.

Quello che emergerebbe farebbe intendere addirittura un’inaspettata distinzione di sesso. Per ciascuna donna lombarda morta di polmonite da coronavirus ci sono 2,4 uomini deceduti per la stessa malattia. Anche su questo aspetto le sicurezze sono poche, ma si ipotizza una protezione genetica o ormonale dalle minacce del bacillo killer.

Coronavirus – Gli uomini sono più a rischio

In tutte le province del territorio, anche nelle fasce d’età più avanzate, dove le anziane sono spesso maggioranza perché in media più longeve. Eppure su un totale di 7.426 vittime registrate in tutta la regione fino al 1° aprile, i maschi sono 5.248, contro 2.178 femmine.

A confermare il trend, territori devastati dalla malattia, con un numero di contagi enorme, come la Bergamasca, dove sono deceduti 1.537 uomini e 605 donne, ma anche zone dove il virus ha riscosso un tributo di sangue assai meno pesante, come Sondrio. Qui stando ai dati ufficiali, sono scomparsi 61 uomini contro 19 donne. Un rapporto di uno a tre. Con oscillazioni, la situazione si ripete simile in aree come Cremona (417 contro 188) e Brescia (1.050 contro 471), ma anche Milano (866 contro 352).

Ma c’è un altro dato che ci deve fare riflettere. In un primo momento si era ipotizzato che a essere a rischio fossero soprattutto gli anziani. Anche questa idea è stata smentita, anche se ovviamente chi è più avanti con l’età e soffre di altre patologie può essere considerato più a rischio. Si registra infatti un calo di anche dieci anni nell’età media dei morti, che oggi a Bergamo e provincia si attesta a 76,7 anni, per raggiungere il minimo a Sondrio, con 74,9 anni, e salire sopra la soglia degli 80 soltanto a Mantova, fra le zone meno devastate dal Covid.