Coronavirus, vaccino può arrivare a fine anno ma non per tutti

"Occorrerà individuare i gruppi che hanno più bisogno, come anziani e operatori sanitari" - sono le parole di Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano

Coronavirus vaccino
Foto: Pixabay

Al momento non ci sono cure certe per il Coronavirs e l’unico modo per avere la garanzia di sconfiggerlo è rappresentato dal vaccino. I ricercatori sono al lavoro, ma quando potremo davvero contare su qualcosa di efficace. I tempi potrebbero non essere così lontani, almeno se rapportati a quanto accaduto con altre malattie, anche se al momento il traguardo non è così semplice: “Siamo abbastanza avanti – risponde Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano ai microfoni del Quotidiano Nazionale –. Abbiamo una cinquantina di laboratori al lavoro nel mondo con vari tipi di approccio, entro fine anno sapremo se almeno uno di questi ha la probabilità di arrivare in porto. Ci sono interessi economici rilevanti, quindi grande competizione”.

Coronavirus vaccino – Non sarà per tutti

E’ bene però essere cauti prima di esultare davvero. Come è facile immaginare, infatti, la sua somministrazione andrà dosata. “Non avremo quantità infinite, almeno all’inizio. Occorrerà individuare i gruppi che hanno più bisogno, come anziani e operatori sanitari. C’è una questione di etica e solidarietà, il prodotto dovrà essere accessibile. Ci saranno accordi internazionali per garantire la distribuzione e scongiurare il rischio speculazioni”.

Garattini ha voluto esprimersi anche su una questione di cui si parla negli ultimi giorni, ovvero la possibilità che il virus possa ripresentarsi magari già in autunno. “Nessuno lo sa, dipende molto dal comportamento di questi Coronavirus, dalle eventuali mutazioni. Ci saranno comunque più tipi di vaccino, presumo, come è stato anche per la poliomielite. Oggi, per una persona anziana, è consigliato il vaccino antinfluenzale e anti-pneumococco. Se avremo un vaccino anche per il Coronavirus si potrebbe pensare a raggrupparli in un trivalente, non possiamo iniettare cento volte la stessa persona” – ha concluso.