Lazio, al via protocollo per le consegne a domicilio

I volontari saranno riconoscibili grazie a un tesserino, una pettorina o un badge per evitare di essere confusi con eventuali truffatori

consegne a domicilio
Foto: Pixabay

Siamo al centro di una vera e propria emergenza, ma questo ha permesso alla rete della solidarietà di rendersi ancora più attiva. Sono tante infatti le persone appartenenti alle categorie considerate a rischio che sono in difficoltà, ma in Lazio si è deciso di fare qualcosa si concreto per loro. E’ partita infatti una rete solidale che riunisce la Regione, i Comuni, 67 associazioni di volontariato e ben 854 esercizi commerciali grandi e piccoli – quelli che hanno aderito finora ma se ne aggiungeranno molti altri – per venire incontro a chi, non dovendo o non potendo uscire per andare a fare la spesa, ha bisogno di aiuto. Le consegne avverranno così direttamente a domicilio.

Le consegne a domicilio per aiutare chi è in difficoltà nel Lazio

E’ per garantire la consegna a casa delle categorie più fragili e in difficoltà che è nato, infatti “spesa Facile”, un protocollo d’intesa il cui testo èstato approvato oggi dalla Giunta Regionale del Lazio – con una delibera proposta dall’assessore allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione, Paolo Orneli, di concerto con il vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, e l’assessora alle Politiche Sociali, Welfare ed Enti Locali, Alessandra Troncarelli – e che verrà siglato a breve con Federdistribuzione, Ancc-Coop (Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori-COOP), Ancd Conad (Associazione Nazionale Cooperative fra Dettaglianti Conad), Federlazio, Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato, Forum del Terzo Settore Lazio e Anci (Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia) Lazio.

L’intesa – si legge in una nota della Regione Lazio – che sarà operativa in tempi brevissimi, permetterà di garantire l’arrivo della spesa direttamente a domicilio a persone che hanno l’obbligo di restare in casa (come ad esempio quelle in quarantena o positive al coronavirus e in isolamento domiciliare), persone non autosufficienti, individui immunodepressi e/o con patologie croniche, anziani, donne in gravidanza, persone impegnate nei servizi sanitari e nella gestione dell’emergenza che hanno difficoltà a fare la spesa e individui che comunque sono impossibilitati a raggiungere i beni di prima necessità.

I beneficiari verranno individuati dai Comuni in collaborazione con le organizzazioni del Terzo Settore. L’accordo prevede che saranno le organizzazioni del Terzo settore, i Comuni o i soggetti da questi incaricati a raccogliere gli ordini dai beneficiari in varie modalità che verranno stabilite (mail, messaggi, telefono, ecc.).

Un servizio offerto gratuitamente

I volontari (a quelli delle associazioni che hanno già aderito si aggiungeranno poi quelli di decine di comitati di quartiere e di centinaia di parrocchie che hanno manifestato la volonta’ di svolgere questo servizio) saranno identificabili grazie a un tesserino, una pettorina o un badge con il logo dell’iniziativa e dovranno essere dotati di tutte le necessarie misure di protezione e precauzione individuale fornite dalla loro organizzazione. Questo a tutela della trasparenza del servizio per evitare che possano esserci speculatori che approfittano della situazione.

Chi darà il suo contributo in questo sistema di aiuto disporrà inoltre di un percorso di accesso ai punti vendita a loro dedicato, per evitare i tempi di attesa e, una volta fatta la spesa, la consegneranno direttamente all’indirizzo del destinatario. Il tutto sarà offerto in modo totalmente gratuito.