Coronavirus, sciopero dei metalmeccanici in Lombardia il 25 marzo

I sindacati sottolineano come siano ancora troppe le attività aperte e come venga lasciata troppa discrezionalità ai datori di lavoro

sciopero metalmeccanici Lombardia
sciopero metalmeccanici Lombardia

L’ultimo dcpm emanato dal premier Giuseppe Conte ha stabilito la chiusura di molte fabbriche con l’obiettivo di provare a ridurre ulteriormente il contagio del Coronavirus. Restano però ancora al lavoro quelle legare a servizi giudicati indispensabili. Questo però non basta per i metalmeccanici che hanno indetto uno sciopero in Lombardia della durata di 8 ore per la giornata di mercoledì 25 marzo sottolineando quanto ritengano ancora di essere a rischio per chi continuerà a lavorare ancora.

Sciopero metalmeccanici Lombardia – Ancora troppe le fabbriche aperte

Come si legge in una nota di Fim, Fiom e Uilm Lombardia, “il decreto del governo ha definito i settori indispensabili che possono continuare le attività nei prossimi giorni. Riteniamo che l’elenco sia stato allargato eccessivamente, ricomprendendovi settori che di necessario e di essenziale hanno poco o nulla”.

In modo particolare, si sottolinea come siano ancora li operai lombardi i più a rischio ricordando che “come già sottolineato da Cgil Cisl e Uil Lombardia, nella nostra Regione occorre intervenire in modo deciso, senza se e senza ma, per contrastare la drammatica condizione della crescita costante dei contagi, dei ricoveri, dei morti che stiamo subendo, con l’obiettivo di prevenire l’estensione dei contagi”.

Sciopero metalmeccanici Lombardia – Ancora troppa discrezionalità

Per i sindacati dei metalmeccanici, “il decreto appena varato dal Governo, assegna alle imprese un’ inaccettabile discrezionalità per continuare le loro attività con una semplice dichiarazione alle Prefetture”. Questo modo di agire non può che danneggiare i lavoratori. “Sono tutte scelte che piegano, ancora una volta, la vita e la salute delle persone alle logiche del profitto: noi non ci stiamo”.

È alla luce di queste considerazioni, che i metalmeccanici lombardi hanno raccolto le posizioni di Cgil, Cisl e Uil a livello nazionale e per questo proclamano lo sciopero. Sono esclusi dall’iniziativa i lavoratori impegnati in produzioni strettamente collegate all’attività ospedaliera e sanitaria, alle produzioni di macchinari-attrezzature-manutenzioni per le strutture ospedaliere e alle disposizioni di legge.

I metalmeccanici chiedono al governo di rivedere “l’elenco delle aziende essenziali che deve ricomprendere solo quelle attività strettamente necessarie e indispensabili per il funzionamento del Paese e non deve lasciare margini di interpretazione e discrezionalità.