Coronavirus, in Lombardia per la prima volta trend in calo

È il primo giorno in cui si registra una diminuzione del numero di persone ricoverate

Coronavirus in Lombardia
Foto: Pixabay

È ancora presto per capire se il picco dei contagi da Coronavirus sia stato raggiunto in Lombardia, ma certamente sembra esserci un importante passo in avanti. I dati, nella regione che finora ha riscontrato il maggior numero di vittime, pur restando dramatici iniziano finalmente a segnalare un trend che registra un lieve miglioramento.

A sottolinearlo è l’assessore al Welfare, Giulio Gallera: “Il dato più bello della giornata in Lombardia è il calo dei ricoveri, dato che è«il primo giorno che questo succede”. Oggi si contano 9266 persone, mentre ieri erano 9.439, quindi 173 in meno.

Coronavirus in Lombardia – Finalmente qualcosa di positivo

“Per il secondo giorno i dati sono positivi – continua Gallera nella consueta diretta Facebook – “Ma nessuno si deve rilassare, anzi questo è il momento in cui si deve intensificare lo sforzo collettivo per contrastare la pandemia”.

Segnali incoraggianti anche nel capoluogo. “Anche a Milano lo sforzo sta producendo risultati – prosegue Gallera -. In provincia di Milano i contagiati sono aumentati di 230 unità a 5.326, ieri era +424 -. Anche a Milano si nota un rallentamento, a Milano città da 2039 a 2176, +137, quindi anche a Milano lo sforzo produce risultati”.

Al lavoro anche con i tamponi

Ma l’opera della Regione non si vuole fermare qui. Si punta infatti anche a incrementare il numero dei tamponi, lo strumento migliore per diagnosticare in modo tempestivo il virus.

“Noi i tampono vogliamo farli, li facciamo a tutti coloro che ne hanno bisogno, in Regione Lombardia vogliamo farli e mirare in maniera selettiva a coloro che ne hanno bisogno, anche ai medici di medicina generale e ai pediatri che ne sentono il bisogno” . ha precisato l’assessore.

Massima attenzione anche a chi lavora nelle strutture sul territorio, in trincea ormai da più di un mese. “Al personale negli ospedali, a tutti, da oggi prendiamo temperatura e appena hanno 37.5 li mandiamo a fare i tamponi perché al nostro personale sanitario ci teniamo. Il nostro lavoro non è fare tamponi random fuori dai supermercati, ma prenderci cura di tutti, che ci sembra più efficace”.