Un’altra stretta dal governo: parchi chiusi, sport sì ma da soli

Un'altra stretta dal governo: parchi chiusi, sport sì ma da soli. Ma i supermercati restano aperti nel weekend

Un'altra stretta dal governo: parchi chiusi, sport sì ma da soli. Ma i supermercati restano aperti nel weekend
Villa Pamphili- foto da fb Turismo Roma official page

Un’altra stretta dal governo: parchi chiusi, sport sì ma da soli. Un’ulteriore piccola stretta. Il governo sceglie stavolta di non servirsi dello strumento del Dpcm, ma utilizza un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza, per spingere i cittadini a non muoversi, ostacolando il contagio da coronavirus. E’ una prima armonizzazione delle decisioni già prese da diverse Regioni, ma non proprio quello che chiedevano i governatori dei territori più piagati dall’epidemia, come Attilio Fontana e Luca Zaia. Nel nuovo testo c’è il divieto di accesso a parchi, ville, aree gioco e giardini pubblici, sulla scia di quanto deciso già da alcuni comuni. Nessuna interdizione allo sport all’aperto, anche individualmente, ma l’attività deve svolgersi “in prossimità della propria abitazione” e comunque rispettando le disposizioni sul metro di distanza dagli altri: si può chiamare la norma ‘anti Caffarella’, sulla base di quanto si è visto accadere due giorni fa nel grande parco di Roma sud, che ha fatto scalpore. Restano aperti nel fine settimana, invece, supermercati, ipermercati e negozi di generi alimentari: e qui forse si è scelto di ascoltare quanti, in modo anche sensato, dicevano che ridurre gli orari avrebbe prodotti più assembramenti di clienti.

Un’altra stretta dal governo: parchi chiusi, sport sì ma da soli

Le nuove disposizioni, che avranno effetto da oggi e fino a mercoledì, quando scadrà anche l’ultimo Dcpm del premier, Giuseppe Conte, chiudono i punti di ristoro nelle aree di servizio e rifornimento carburante, dopo che molti sindaci hanno puntato il dito contro le riunioni di cittadini che pur di non rinunciare al bicchierino con gli amici, e magari pure a una partita a carte, hanno escogitato il trucchetto di spostarsi fuori porta. Porte chiuse anche ai negozi che vendono alimenti e bevande “nelle stazioni ferroviarie e lacustri”. Restano aperti, invece, quelli che si trovano negli ospedali e negli aeroporti (con l’obbligo di assicurare il rispetto della distanza di almeno un metro) e i locali sulle autostrade, ma con la possibilità di vendere solo prodotti da asporto, da consumare rigorosamente fuori.

Un’altra misura prevista dal ministro della Salute riguarda gli spostamenti verso le abitazioni che non siano la residenza, comprese le seconde case utilizzate per le vacanze. Ma qui ormai è forse tardi, gli esodi più massicci sono già avvenuti. L’ordinanza, infatti, vieta ogni spostamento “nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni”. Sempre accontentando le varie lamentele arrivate dalla ‘trincea’ dei sindaci, che ogni giorno devono far fronte alla mancanza di disciplina di alcuni concittadini. Per Speranza serve “fare ancora di più per contenere il contagio” e “garantire un efficace distanziamento sociale”, fondamentale “per combattere la diffusione del virus”.