Pazienti a casa: ecco i consigli da seguire

Affanno e febbre possono essere i primi campanelli d'allarme da non sottovalutare

pazienti a casa
Foto: Pixabay

Gli ospedali appaiono ormai vicini al collasso, soprattutto in Lombardia, dove si registrano numeri davvero drammatici, ma sono in tanti a fare da pazienti nella propria casa in una situazione di isolamento fiduciario pur essendo asintomatico.

Proprio per questo seguire le indicazioni che ci vengono date è davvero fondamentale. Le singole Regioni si stanno organizzando fornendo indicazioni e protocolli ai pazienti che da casa chi cura sintomi ancora non gravi tra le mura domestiche ma è interessato ad avere consigli su come comportarsi quando cominciano ad avere sintomi. Sul sito delle Regioni compaiono i numeri verdi disponibili per le chiamate dei cittadini. Inoltre, solo per avere informazioni ma non diagnosi o consulti medici, è attivo il numero del ministero della Salute 1500.

Pazienti in casa – I sintomi a cui prestare attenzione

L’Istituto Superiore di Sanità nei giorni scorsi ha indicato che affanno e febbre insieme, cioè, la dispnea e il termometro oltre 37,5, sono i campanelli di allarme per il Covid-19. Due segnali importanti che, se si presentano insieme, devono indurre i cittadini ad allertare il 112 o il 118, poichè – stando agli studi condotto finora – sono presenti come sintomi di esordio rispettivamente nell’86% e nell’82% dei casi esaminati.

Altri sintomi iniziali riscontrati sono tosse, nella metà dei casi, mentre meno comuni sono i sintomi gastrointestinali, come la diarrea o anche l’emottisi, l’emissione di sangue dalle vie respiratorie ad esempio con un colpo di tosse.

Quando chiamare il medico di famiglia

Come spiega il presidente dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri di Bergamo Guido Marinoni, quando una persona comincia ad avere, febbre, tosse, catarro, deve subito contattare il medico di famiglia, che già conosce le sue eventuali patologie. Ed è proprio il medico di base a decidere il percorso migliore da seguire, mantenendo anche una sorveglianza telefonica.

Qualora ci siano problemi di mancanza di respiro, sensazione di soffocamento, sicuramente bisogna avvisare il proprio medico e quindi chiamare il 112.

Nei casi non gravi, se si riscontrano sintomi di infezione respiratoria, oltre i consigli telefonici, il medico di famiglia può decidere di visitare il paziente in ambulatorio con percorso definito e segnalato, oppure a domicilio se è in possesso di tutte le dotazioni di sicurezza individuale, ossia camice monouso, mascherina Ffp2 Ffp3, occhiali, guanti. Proprio su questa fase del controllo territoriale, dice Marinoni, il decreto legge dell’8 marzo prevede che le Regioni organizzino un equipaggio ristretto che fa i controlli a domicilio ai pazienti.

Paziente con polmonite: come agire

Quando ad un malato è stata diagnosticata la polmonite, ma gli operatori sanitari hanno deciso che la patologia verrà gestita a casa, è necessario che il medico di famiglia faccia richiesta dell’ossigeno.

“In Lombardia – spiega il presidente della Fnomceo di Bergamo – i passaggi burocratici per avere le bombole sono stati azzerati in modo da ricevere nel più breve tempo possibile la fornitura a casa con ricetta rossa”. L’ossigeno può essere in forma gassosa ma dura solo due ore, o forma liquida e si può usare per settimane. “Certo – aggiunge – in questo momento è difficile da reperire perchè c’è molta richiesta, specie in Lombardia”.

Al paziente con polmonite viene fornito il saturimetro, un apparecchietto che misura la quantità di ossigeno nel sangue e che consente al malato di avvisare il medico quando il valore scende.

Evitare i contatti è fondamentale

“La questione fondamentale adesso – afferma Marinoni è evitare i contatti, perchè se anche avessimo migliaia di posti in terapia intensiva per curare i malati gravi, non basterebbero comunque nè mezzi nè operatori sanitari. L’unica cosa da fare è non uscire da casa”.

Stesso appello arriva da Pier Luigi Bartoletti, vice presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, che spiega come si sta organizzando il Lazio per gestire i pazienti a casa. La Regione ha lanciato in questi giorni una piattaforma di telemedicina (SaluteLazio.it) a cui possono accedere singoli cittadini e medici. Per le segnalazioni di malfunzionamento ci si rivolge all’help desk della Regione. Il sistema telematico consente di porre domande e riferire i sintomi, e permette al medico di capire se la persona è a rischio di diagnosi Covid-19. Nel sistema entrerà a breve la possibilità della video-chiamata con il medico.