I rischi della quarantena, gli psicologi: “Causa di separazioni”

La permanenza forzata tra le mura domestiche può essere fonte di tensioni e litigi, che possono portare anche a divorzi

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Ormai da qualche tempo ci viene ripetuto più volte al giorno come sia fondamentale restare a casa e muoversi solo per motivi di lavoro o per motivi di primaria emergenza. Per quanto questo possa sembrare un sacrificio, la quarantena è l’unico strumento a nostra disposizione per provare a fermare il dilagare il contagio.

Stare tra le mura domestiche può essere però difficile soprattutto per chi ha una quotidianità particolarmente frenetica e si trova ora senza poter esercitare la propria attività. Spesso questo atteggiamento può essere fonte di tensione anche nei rapporti più stretti, come ha evidenziato il professor Fabio Sbattella, docente di Psicologia delle emergenze all’università Cattolica di Milano.

La quarantena può essere fonte di stress e litigi

” Tra le molte difese dell’essere umano c’è l’evitarsi. Allontanarsi per tornare vicini. La costrizione negli stessi spazi, un bilocale, un trilocale, può essere un modo per guardarsi in faccia e affrontare i problemi che sono ordinari in ogni famiglia, ma fa saltare le difese e molte situazioni rischiano di esplodere” – è l’allarme lanciato dallo psicologico, che sottolinea come si possa finire per litigare anche per motivi futili.

” ant’è – spiega il docente che fa parte del coordinamento Esprì, Emergenze sociali e psicologiche di ricerca e intervento – che le ricerche fatte sulle famiglie post-terremoto, in Italia e in Albania, e sulle coabitazioni di blocco «dimostrano che dopo situazioni di questo tipo si registra un aumento di divorzi. E, a distanza di uno, tre anni sono tante famiglie che vivono già situazioni di disagio, di dipendenze da alcol o droga, di maltrattamenti, che questa condizione non può che aggravare. Cosa può significare per una ragazza che soffre di anoressia essere costretta a sedersi a tavola due volte al giorno con tutta la famiglia? un aumento di suicidi o atti di autolesionismo”.

Massima attenzione soprattutto per i più fragili: “Ci sono tante famiglie che vivono già situazioni di disagio, di dipendenze da alcol o droga, di maltrattamenti, che questa condizione non può che aggravare. Cosa può significare per una ragazza che soffre di anoressia essere costretta a sedersi a tavola due volte al giorno con tutta la famiglia?” – ha concluso.