L’esorcista: nel coronavirus c’è lo zampino del Diavolo

L'esorcista: nel coronavirus c'è lo zampino del Diavolo. Lo dice don Gianni Sini, parroco a Olbia ed esorcista ufficiale della diocesi di Tempio Pausania

L'esorcista: nel coronavirus c'è lo zampino del Diavolo
don Gianni Sini - foto da fb di Gerolama Idda

L’esorcista: nel coronavirus c’è lo zampino del Diavolo. “Qui c’è lo zampino del diavolo…”, parola di esorcista. Don Gianni Sini, sardo, parroco a Olbia ed esorcista ufficiale della diocesi di Tempio Pausania – uno degli oltre duecento in Italia – interpellato da Enzo Bonaiuto dell’AdnKronos ne è certo: “Di sicuro, il maligno ora gioisce, sta godendo, sta esultando per questa emergenza del coronavirus che ha portato a chiudere le chiese, a non celebrare più con i fedeli le messe e i sacramenti, a disciplinare persino i funerali e gli ingressi nei cimiteri. Devo dire la verità: anche se non sono del parere che il coronavirus sia una punizione divina – precisa – sono invece convinto che in tutta questa vicenda certamente lo zampino del maligno ha la sua parte, perché chiama in ballo la responsabilità umana e personale“.

L’esorcista: nel coronavirus c’è lo zampino del Diavolo

Continua don Sini: “Le nostre scelte sono a volte scellerate. Non conosciamo ancora, forse, l’origine di questo virus; ma se un domani dovesse venir fuori che è nato da una collaborazione umana o da un progetto perverso che qualcuno aveva, allora sarebbe davvero molto grave e si potrebbe chiamare in causa anche il diavolo. Dal punto di vista di noi esorcisti – sostiene – siamo bloccati nel nostro lavoro, perché i decreti vescovili parlano chiaro e chiedono di astenersi dalle azioni sacramentali in cui rientrano anche gli esorcismi. Di questo, il maligno gode. E i posseduti e i loro familiari lamentano che non si possa neanche immaginare cosa voglia dire stare per tutto questo tempo senza un nostro intervento, senza una benedizione, senza nessun aiuto”.