Gallera: “Ospedale da campo a Bergamo resta una priorità”

La situazione in città è drammatica; si sta procedendo anche per l'arruolamento di personale specializzato

opsedale da campo
Foto: Pixabay

E’ ormai sempre più drammatica la situazione che si sta vivendo in Lombardia, dove il numero delle persone che hanno perso la vita a causa del Coronavirus è davvero elevatissimo. Non è ormai più possibile perdere tempo ed è per questo che a breve dovrebbe essere pronto un ospedale da campo proprio a Bergamo, la città più colpita. Nelle ultime ore si era diffusa l’idea che ci fosse un dietrofront, sul progetto ma a rassicurare tutti ci ha peensato l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera.

“Non c’è alcun ripensamento sulla realizzazione dell’ospedale da campo di Bergamo che per la Regione Lombardia rimane una delle priorità”.

Serve personale qualificato per l’ospedale da campo

Per far sì che tutto possa andare a buon fine nei tempi previsti è però necessario personale qualificato.

Su questo tasto ha voluto insistere proprio l’assessore. “Abbiamo stabilito, in questa fase – spiega Gallera – che la messa in funzione delle strutture sanitarie esterne ai presidi ospedalieri tradizionali sia strettamente connessa al reperimento di medici, infermieri e operatori aggiuntivi, che non possono essere sottratti dalle corsie e dagli altri reparti. Così sta avvenendo per Cremona, dove si sta allestendo un ospedale da campo del tutto autonomo con mezzi e personale americani, grazie alla donazione della ONG Samaritan’s Purse”.

“Lo slittamento di poche ore dall’avvio della realizzazione dell’ospedale da campo di Bergamo – sottolinea Gallera – è dovuto proprio alle procedure di arruolamento e contiamo sull’arrivo di medici e dispositivi dall’estero in stretta collaborazione con la Croce Rossa”.

 “L’area di Bergamo – conclude Gallera – sta attraversando un momento di grande pressione e per questo stiamo sostenendo con tutte le nostre forze le strutture sanitarie coinvolte. Basti pensare che negli ultimi 3 giorni, grazie al lavoro straordinario dell’unità di crisi, abbiamo trasferito 47 pazienti dagli ospedali della Bergamasca in altre strutture lombarde. Di questi, solo nella giornata di ieri siamo riusciti a trasportare 20 pazienti su un totale di 38 a livello regionale (più del 50 per cento). E’ forte anche l’impegno sul fronte del reperimento del personale: in poco tempo abbiamo inviato al Papa Giovanni XXIII 24 medici e 1 farmacista e l’ospedale stesso ne ha potuti reclutare altri 12, di cui 7 specializzandi, e 1 farmacista. A questi si aggiungono 27 medici e 4 infermieri militari. A Seriate invece abbiamo inviato 12 professionisti e altri 7 ne sono stati reclutati dall’ASST di riferimento”.