Fontana: “Militari in strada in Lombardia”

Probabile anche l'adozione di misure più restrittive in accordo con il governo

militari in strada
Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, e il responsabile della Croce Rossa cinese (Foto: Twitter)

Le restrizioni ci sono e più che mai in questo periodo è necessario rispettarle. E’ fondamentale restare in casa e uscire solo in caso di necessità se davvero vogliamo provare a fermare il contagio dilagante del Coronavirus. E questo è indispensabile farlo soprattutto in Lombardia, che continua ad avere numeri drammatici a livello di positivi e deceduti. Ma sono ancora in troppi a comportarsi come se niente fosse e a concedersi passeggiate all’aria aperta complici le temperature quasi primaverili. Si sta così pensando di utilizzare misure più drastiche, tra cui anche l’utilizzo dei militari in strada.

Le misure diventano più rigide

Solo in pochi stanno davvero rispettando le indicazioni che ormai da settimane ci vengono date su come comportarsi per rallentare il diffondersi del Coronavirus. E Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, l’area più colpita, non ha intenzione di attendere ancora: “Ho un rapporto costante con il Governo. Ho avuto un lungo colloquio con il ministro Boccia stiamo studiando delle altre misure ma soprattutto stiamo studiando il modo per far sì che quelle già adottate vengano rispettate. Chiederò formalmente che il programma Strade Sicure, quindi con l’uso dei militari in strada, sia esteso a tutta la Lombardia, per dare un elemento di deterrenza” – ha detto nel corso di un intervento a Pomeriggio Cinque.

Ma non è finita qui. “Stiamo discutendo con il Governo con cui siamo in stretto contatto per vedere se proporre qualche altra misura restrittiva” in Lombardia, che in ogni caso, consisterebbe in “provvedimenti che siano armonizzati con le scelte centrali, se no ci sarebbe una distonia non utile – prosegue ancora il Governatore – Qualche esempio è la riduzione dei servizi non indispensabili o il dare una ulteriore stretta ai servizi non necessari a sopravvivenza, per esempio le attività professionali”.

Militari in strada e non solo: si pensa a misure più restrittive

Ulteriori suggerimenti sono poi arrivati dalla delegazione cinese da qualche giorno in Italia, forte dei risultati che si sono ottenuti in patria, uidata dal vicepresidente della Cri locale Sun Shuopen.

La sua richiesta sarà “che si prendano i provvedimenti che sono stati suggeriti” con stop di attività produttive e trasporto pubblico e mascherine a tutti. “Bisogna fermare tutte le attività economiche – ha detto il medico cinese -, tutti devono stare a casa, tutti devono dare il loro contributo. La vita delle persone è la cosa più importante, non abbiamo una seconda scelta di fronte alla vita”.

C’è anche una notizia positiva

In un quadro che continua a essere fortemente negativo c’è anche un aggiornamento che ci sà un barlume di speranza. “Un bambino di 80 giorni che era stato ricoverato con il coronavirus è stato oggi dimesso. È sano, sia lui che la sua mamma” – ha concluso Fontana.