Supermercato, con il Coronavirus vietato acquistare quaderni e biancheria

Come indicato dal decreto governativo, ci si dovrebbe concentrare solo sui beni di prima necessità

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Foto: Pixabay

Restare a casa e uscire solo in caso di estrema necessità e urgenza: è la frase che ci viene ripetuta ormai quasi come un mantra da diversi giorni. Riuscire a metterlo in pratica potrebbe non essere così semplice soprattutto per chi ha una quotidianità particolarmente frenetica, ma è l’unico modo che abbiamo a disposizione per provare a fermare il contagio da Coronavirus. L’uscita per la spesa è comunque consentita, ma anche in questo caso sarebbe consigliabile ridurre il numero di volte in cui questa operazione viene effettuata. Anche in questo ambito è però necessario rispettare alcune regole ben precise: nei supermercati non è infatti consentito acquistare prodotti quali pennarelli, quaderni e biancheria ma solo beni di prima necessità.

Andare al supermercato è possibile ma con regole ben precise

Chi ha avuto la possibilità di andare al supermercato negli ultimi giorni si è trovato di fronte a una sorpresa. In diversi store, infatti, si trovano reparti sbarrati a cui non è possibile accedere. Il motivo? Qui sono in vendita prodotti ritenuti non di prima necessità, che non è quindi possibile acquistare in questo periodo di emergenza.

E’ il caso di articoli quali quaderni, pennarelli, cancelleria e biancheria intima. Una scelta fatta in linea con quanto indicato nell’ultimo decreto emesso dal governo.

Tutto questo non ha mancato di scatenare polemiche da parte di molti utenti, che hanno ritenuto questo modo di agire contrario alla libera scelta di ognuno. Ma soprattutto poco comprensibile perché si tratta di oggetti che potrebbero aiutare i più piccoli a trascorrere in modo più sereno il tempo in casa.

Il problema concorrenza

Ma le motivazioni non si limitano a questo. Si tiene infatti conto anche

della cosiddetta concorrenza sleale nei confronti di altri negozi, magari specifici come cartolerie, vivai o negozi di abbigliamento, che sono stati costretti alla chiusura dal decreto governativo al contrario dei supermercato.

I consumatori sono inoltre invitati a trascorrere meno ore possibili fuori dalle mura domestiche. “Perdere tempo” guardando questo genere di prodotti potrebbe quindi essere poco proficuo.

Anche le realtà della grande distribuzione non sembrano così concordi. Diversi hanno infatti chiesto di essere più chiari per capire cosa sia concesso e cosa no.