Coronavirus, la Toscana è la prima regione con test agli asintomatici

Il timore degli esperti è che il numero dei positivi possa essere superiore rispetto a quanto rilevato dai dati ufficiali

test asintomatici
Foto: PIxabay

Il rischio concreto, come hanno sottolineato a più riprese gli esperti, è che il numero di positivi al Coronavirus possa essere superiore rispetto ai dati ufficiali. Non tutti infatti vengono sottoposti al tampone necessario per la diagnosi, ma solo se in presenza di sintomi gravi e acclarati. Ora, però, c’è chi vuole provare a cambiare, come già ha indicato ieri il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, intenzionato a effettuare il test a tappeto. Sulla stessa strada sembra essere intenzionata a muoversi anche la Regione Toscana.

Test asintomatici – La nuova strada per fermare il focolaio

“La Toscana è stata la prima Regione che ha deciso di fare tamponi anche a coloro che manifestavano segni importanti come sintomi simil-influenzali. Siamo stati i primi a fare i tamponi agli asintomatici, perche’ abbiamo deciso che tutti quelli che si recano in ospedale dovessero avere un tampone anche in assenza di sintomi” – ad affermarlo a il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che in un videomessaggio su Facebook dedicato al Coronavirus risponde alle proposte lanciate dal docente di Immunologia dell’università di Firenze, Sergio Romagnani.

“Condivido molte cose che ha detto- aggiunge il governatore- e soprattutto lo ringrazio per averci dato conforto e suggerimenti interessanti su come fare una campagna per rilevare la presenza del virus fra la popolazione e gli operatori sanitari”.

La nuova strategia della Regione si basa sull’implementazione di 500 mila test sierologici, mirati per cercare nella popolazione la presenza di anticorpi al Covid-19, ma anche sulla presenza di unità speciali. “Sul territorio – ricorda- abbiamo giaàin corso molti tamponi che vengono effettuati con prelievi da unitaàspeciali. Ieri abbiamo deciso coi medici di famiglia di potenziare questo strumento. Per ogni distretto di 30 mila abitanti ci sarà un’unità speciale che si muoverà su richiesta del medico”. Il problema dei tamponi per analizzare la propagazione fino a questo momento del Coronavirus, riconosce Rossi, è anche di tipo quantitativo.

Test asintomatici – Una strategia più aggressiva

Il cambiamento rispetto alla fase iniziale è notevole. “All’inizio avevamo tre laboratori autorizzati. Con una mia ordinanza – specifica il presidente – altri cinque sono entrati in funzione ad Arezzo, Livorno, Grosseto, Lucca e Prato. A questi si unisce il privato convenzionato. Dico a tal proposito che se ci sono privati che si sentono in grado di fare le analisi dei tamponi si facciano avanti, siamo ben disposti al convenzionamento”.