Coronavirus, in Veneto i tamponi saranno a tappeto

Il rischio concreto, come hanno indicato gli esperti, è che i positivi possano essere di più: chi è asintomatico non è stato sottoposto al tampone

Coronavirus Veneto
Foto: Pixabay

Emergenza Coronavirus, Veneto in prima linea per combattere il problema. Il numero dei contagiati al Coronavirus è ormai diventato sempre più elevato, ma il rischio concreto è che in realtà i positivi possano essere molti di più. Non tutti infatti sono stati sottoposti al tampone e c’è chi, pur avendo contratto il morbo, non presenta sintomi particolari. In Veneto, una delle due regioni che ha manifestato inizialmente il focolaio, si è così deciso di provare a risolvere il problema in modo drastico: effettuare il controllo a tappeto, al maggio numero possibile di persone.

Solo così potremo avere un’idea ancora più precisa della portata del problema.

Coronavirus – Veneto in prima linea contro il contagio

“La capacità odierna è di 3.200 tamponi al giorno, noi pensiamo, con il nuovo progetto, che le Microbiologie del Veneto ne facciano 11 mila al giorno”. A renderlo noto è il presidente della Regione, Luca Zaia, durante il briefing sul Coronavirus.

L’operazione avverrà in modo scrupoloso per cercare di arginare il prima possibile la situazione. “A queste – ha proseguito Zaia – si aggiungono le attività del professor Crisanti, che vanno secondo altri canali scientifici, che sono quelle più ‘on the road’, e saranno circa 10 mila tamponi che saranno a corredo, per isolare eventuali focolai. Alle Microbiologie del Veneto e ai direttore generali Ulss abbiamo già detto di predisporre i tamponi partendo dal personale sanitario, alle case di riposo, ai medici di base, dopodiché tutti quelli che hanno sintomi. Non sarà immediato, i dipendenti sanitari sono 54 mila in tutto il Veneto, 3.150 i medici di base, ma questa è la filosofia”.

Si punta così a isolare il più possibile i focolai nella speranza di poter tornare il prima possibile alla normalità: “Penso che entro una settimana siamo a regime col tema dei tamponi sui dipendenti per poi implementare sempre di più la risposta con chi non ha i sintomi. Più casi isoliamo, più sicurezza creiamo. Finora – ha concluso – abbiamo fatto 35 mila tamponi e ne abbiamo avuto 31.125 negativi”