Coronavirus, Fontana guarda positivo: “Non c’è più progressione esponenziale”

Il Governatore lombardo vuole comunque essere cauto: "Bisognerà aspettare ancora 3-4 giorni per capire se i numeri possono iniziare a darci ragione"

Fontana
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La situazione Coronavirus continua a essere drammatica in tutto il nostro Paese, ma la Lombardia resta la regione più colpita. In un quadro ancora difficile, però, il presidente della Regione, Attilio Fontana, riesce a intravedere un piccolo barlume di speranza: la progressione continua a essere, ma non a livelli esponenziali come accaduto nei giorni scorsi.

È ancora presto certamente per dire che il peggio sia passato, ma qualcosa di positivo potrebbe esserci davvero. “Si può iniziare a dire che forse non c’è più quella progressione violenta che c’era nei giorni scorsi – ha spiegato il Governatore -, è ancora in progressione ma non più esponenziale il che moderatamente ci fa piacere“.

La Lombardia può essere ottimista?

E’ comunque necessario, anche in considerazione della situazione difficile che stanno vivendo gli ospedali sul territorio, attendere prima di fare un bilancio. Le indicazioni date negli ultimi giorni restano quindi fondamentale: solo restando a casa, se non per emergenze, potremo diminuire la portata del contagio.

Secondo Fontana, “bisognerà aspettare ancora 3-4 giorni per capire se i numeri possono iniziare a darci ragione. L’unico mezzo per arrivare alla soluzione è impedire che il virus continui a circolare“.

Per il governatore lombardo, “è chiaro che più misure restrittive ci sono, prima si arriva alla conclusione e se si chiude con ancora maggiore vigore, ci sono più possibilità che si rallentino i tempi di circolazione del virus. Quest’ultimo ancora gira ed è girato nelle scorse settimane. È possibile che arrivi anche a Milano“. Nel capoluogo lombardo, infatti, nonostante le tante persone presenti ancora ogni giorno per motivi di lavoro, la situazione non è così devastante come in realtà quali Bergamo e Brescia. Stando ai dati di ieri, nella città metropolitana di Milano i contagiati sono 1.750, 200 in più rispetto al giorno precedente, di cui 711 in città, con un aumento di 79 casi

Fontana dice no ai tamponi a tappeto

A differenza del collega del Veneto, Zaia, Fontana, non sembra però essere propenso all’idea di sottoporre tutti i cittadini al tampone. “Parlare di screening in un paese come Vo’ con 1500 abitanti ha senso, ma per 10 milioni di persone no. Oggi ci vogliono più di 8-9 ore per avere il risultato di un tampone, quindi non so in quanti anni si potrebbe fare. Allo stato attuale è molto difficile – ha sottolineato – se ci fossero nuovi sistemi, si può valutare”.