Coronavirus, c’è un positivo in Vaticano

Coronavirus, c'è un positivo in Vaticano. In corso la sanificazione degli ambienti nello Stato della Chiesa

Coronavirus, c'è un positivo in Vaticano. In corso la sanificazione degli ambienti sanitari
La basilica di San Pietro in Vaticano

Coronavirus, c’è un positivo in Vaticano. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, ha fatto dato la notizia:”Questa mattina sono stati temporaneamente sospesi tutti i servizi ambulatoriali della Direzione Sanità e Igiene dello Stato della Città del Vaticano per poter sanificare gli ambienti a seguito di una positività al Covid-19 riscontrata ieri in un paziente. Rimane però in funzione il presidio di Pronto Soccorso. La Direzione Sanità e Igiene sta provvedendo ad informare le competenti autorità italiane e nel frattempo sono stati avviati i protocolli sanitari previsti.”

Coronavirus, c’è un positivo in Vaticano

Si tratta del primo caso di coronavirus riscontrato all’interno dello Stato Vaticano. Ieri lo stesso direttore della Sala Stampa vaticana aveva detto che erano in atto misure di prevenzione, in coordinamento con le autorità della Repubblica Italiana. “Relativamente all’attività del Santo Padre, della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano dei prossimi giorni, sono allo studio misure volte ad evitare la diffusione del Covid-19, da implementare in coordinamento con quelle adottate dalle autorità italiane”, erano state le sue parole. La Direzione sanita’ e igiene del Vaticano si trova all’interno delle Mura Leonine, al contrario di altri uffici amministrativi che possono trovarsi all’esterno di quelli che sono comunemente percepiti come i confini della Citta’ del Vaticano. Sempre ieri la stessa diocesi di Roma aveva annunciato una serie di misure preventive per contrastare il diffondersi del coronavirus. In una comunicazione a firma di monsignor Pierangelo Pedretti, prelato segretario del Vicariato capitolino, 24 ore fa era stata resa nota la decisione di sospendere fino al 15 marzo prossimo le “attivita’ non sacramentali” e cioe’ “i catechismi dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, i corsi di preparazione al matrimonio e di accompagnamento delle coppie, i ritiri e gli esercizi spirituali, i pellegrinaggi, le attivita’ associative e oratoriali, i percorsi di fede di giovani adolescenti e adulti, e in generale tutte le attivita’ di gruppo”. A essere consentite “le celebrazioni liturgiche feriali e festive, purche’ il luogo di culto consenta di rispettare le misure di precauzione ritenute fondamentali dalle Autorita’ competenti, in particolare quella di mantenere almeno un metro di distanza tra le persone”. Si suggerisce anche di “predisporre delle celebrazioni all’aperto” e si invitano i fedeli, soprattutto nel Settore Centro, a partecipare alle celebrazioni nelle chiese piu’ grandi. ribafdite le indicazioni fornite dal Vicariato lo scorso 3 marzo: “omissione del segno dello scambio di pace, ricezione della Santa Comunione sulla mano e svuotamento delle acquasantiere”.