Bossetti, nuova lettera dal carcere: “Quando gli esami sui reperti?”

Il carpentiere di Mapello, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio, continua a chiedere di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti

Bossetti

A livello giudiziario, con ben tre condanne all’ergastolo, la vicenda di Massimo Bossetti, condannato per l’omicidio di Yara Gambirasio, può ormai considerarsi conclusa. Sin dal momento del suo arresto, avvenuto il 16 giugno 2014, il carpentiere di Mapello ha però sempre professato la sua innocenza e ha chiesto a più riprese di ripetere la prova del DNA, eseguita prima che il suo nome venisse alla luce, facendo leva anche su alcuni aspetti poco chiari relativi al DNA nucleare e mitocondriale.

Ora l’uomo decide di far sentire nuovamente la sua voce attraverso una lettera dal carcere in cui chiede di poter ripetere l’esame con i reperti rimasti.

La grande paura di Bossetti: finirà come con Rosa e Olindo

Pochi mesi fa sembrava essere emerso un barlume di speranza per il destino di Massimo Bossetti, che non si è arreso di fronte alla condanna all’ergastolo che sta scontando e chiede di poter dimostrare di non essere stato lui a uccidere Yara Gambirasio. La Corte aveva infatti concesso di poter ripetere le analisi sui reperti, ma da allora niente è stato fatto.

E lui desidera davvero non essere dimenticato, ma poter ottenere giustizia.

A fine novembre – sono le sue parole scritte in una lettera nel corso della trasmissione ‘Iceberg’ su Telelombardia –mi sono illuso che le cose stessero andando per il verso giusto, avendo la Corte autorizzato i miei avvocati ad effettuare gli esami sui reperti che anche io ho sempre richiesto.

Purtroppo sono passati oltre tre mesi e non ho ancora avuto nessun tipo di riscontro. Questo perché la Corte non fissa la data per iniziare queste attività. Tutto questo mi procura una serie di preoccupazioni.

La paura è che tutto possa andare distrutto come già avvenuto nel caso di Erba. Purtroppo questa è la mia unica speranza, l’unica per dimostrare la mia innocenza.

Fatemi fare questi esami soprattutto per il rispetto della verità sulla morte della piccola Yara. Vi supplico concedetemi questa opportunità”.