Due magistrati con il coronavirus al Tribunale di Milano

Due magistrati con il coronavirus al Tribunale di Milano. Stanno bene e sono in isolamento, ora partoni i controlli a tappeto

Il terzo magistrato positivo al coronavirus al Tribunale di Milano
Il Tribunale di Milano

Due magistrati con il coronavirus al Tribunale di Milano. Due magistrati di Milano, uno della Sesta sezione civile e l’altro della sezione Misure di prevenzione, sono risultati positivi al Coronavirus e sono ora in isolamento. “Sono in isolamento e non stanno male”, fa sapere il presidente del Tribunale milanese Roberto Bichi, aggiungendo che stanno arrivando le squadre per sanificare gli ambienti da loro frequentati e che una trentina di persone, fra magistrati e personale amministrativo che hanno avuto contatti con loro, andrà in autoisolamento. Sarà poi necessario controllare eventuali altri contatti delle due toghe, che saranno eventualmente seguiti a loro volta dall’azienda socio sanitaria meneghina.

Due magistrati con il coronavirus al Tribunale di Milano

Il presidente Bichi, confermando i rumors che giravano di prima mattina in Tribunale, ha detto che ieri sera due magistrati sono risultati positivi dopo essersi sottoposti al tampone. Nelle due sezioni sono state anche rimandate tutte le udienze proprio per “sanificare locali e aule”. “Speriamo rimanga isolato, altrimenti dovremo prendere ulteriori provvedimenti”, ha commenttao Bichi.

Giorni addietro, i vertici degli uffici giudiziari milanesi hanno imposto delle regole, tra le quali alcune limitazioni per l’accesso al pubblico alle cancellerie, anche per scongiurare sovraffollamenti nei corridoi e alle udienze, provando comunque ad assicurare la regolarità dell’attività anche se non a pieno regime. Gli avvocati della Camera penale milanese, invece, e altri singoli legali fuori dalle aule del Tribunale si sono più volte lagnati in questi giorni chiedendo la sospensione delle udienze non urgenti. La Camera penale milanese aveva denunciato che a Palazzo di Giustizia “si sono verificate numerose situazioni in cui la partecipazione alle udienze” non “si è potuta svolgere nel rispetto delle misure di sicurezza”.