Notte di ordinaria follia: rapina finita male. Muore un 15enne

Napoli, in una delle zone più eleganti della città, Ugo Russo, un giovane 15 enne, con il volto coperto ed una perfetta replica in metallo della Beretta 92 decide di compiere una rapina

Carabinieri rapina a Napoli
Carabinieri rapina a Napoli, muore un 15enne

Napoli, in una delle zone più eleganti della città, Ugo Russo, un giovane 15 enne, con il volto coperto ed una perfetta replica in metallo della Beretta 92 decide di compiere una rapina. Si accosta insieme ad un complice, anch’esso minorenne, ad una Mercedes in cui a bordo c’è un 23enne che, il caso vuole sia un carabiniere in borghese, aveva al fianco la propria fidanzata.

Le dinamiche della rapina

Lo scenario è borgo Santa Lucia, a pochi passi dal Lungomare, da Castel dell’Ovo e dai grandi alberghi. Un’area relativamente tranquilla. Almeno in teoria. In realtà, quando il militare accosta l’auto per parcheggiare si ritrova una pistola puntata in faccia. Impugnata da un uomo coperto da casco e sciarpa che vuole il suo orologio.

Il 23enne mantiene la calma, si qualifica, teme per l’incolumità della fidanzata, poi la situazione degenera. L’aggressore cade ferito al torace e alla testa, il complice scappa, è un 17enne che sarà poi fermato. All’ospedalePellegrini” il baby rapinatore arriva morto ed i parenti devastano il pronto soccorso. I danni sono ingenti, al punto da dover trasferire 8 pazienti in altre strutture. Intanto, gli amici dell’adolescente organizzano un blitz in poco tempo e fanno fuoco contro la casermaPastrengo”, che è la sede del comando provinciale dell’Arma.

Qualche mese fa nello stesso ospedale un killer sparò tra la folla e ieri il presidente della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi Filippo Anelli ha ricordato che sul muro c’è ancora il segno dei proiettili. Ha poi lanciato un Sos al ministro degli Interni, Luciana Lamorgese: “Trovi il modo per proteggere gli operatori sanitari”.

Carabiniere indagato per eccesso di legitttima difesa

Il carabiniere potrebbe essere indagato per eccesso di legittima difesa. “Mio figlio è stato giustiziato”, ha detto il padre del 15enne. Le prime reazioni sono per il raid in ospedale: “È una guerra, e questo non è tollerabile, noi non siamo dei soldati”, scrivono i sanitari dell’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”. E il governatore De Luca: “Se permane una condizione di impunità per questi atti di squadrismo, il clima civile è destinato a peggiorare”. Infine il procuratore antimafia Cafiero de Raho: “Episodi gravissimi. Manca quel senso di civiltà che dovrebbe aiutare la società a progredire”.

Elena Siotti
Sono Elena, ho 22 anni e frequento il terzo anno della facoltà di scienze della comunicazione presso l'Università degli Studi dell'Insubria. Poter scrivere per Ci Siamo.info rappresenta per me un grande traguardo e spero che sia il primo di tanti altri.