Coronavirus, Lombardia in allerta: si rischia crisi degli ospedali

Solo nella notte 51 ricoveri gravi a Lodi, di cui 17 in terapia intensiva

Lombardia
Foto: Pixabay

La Lombardia continua a essere la regione più colpita dal Coronavirus, con un numero di casi in continuo aumento. Almeno per ora la quarantena messa in atto nella “zona rossa” nei giorni scorsi ha tamponato il problema ma non lo ha risolto del tutto.

Proprio la scorsa notte si è ragginta una delle fasi più difficili dall’inizio dell’emergenza. “Purtroppo questa notte è scoppiata un’altra emergenza a Lodi. A Lodi improvvisamente nel pomeriggio di ieri c’è stata un affollamento di ricoveri: 51 ricoveri gravi di cui 17 in terapia intensiva. Lodi non ha un numero sufficiente di camere di terapia intensiva per cui sono stati trasferiti in altre terapie intensive della Regione”. A spiegarlo è stato il presidente della Lombardia Attilio Fontana all’Aria che tira su La7 dando un aggiornamento della situazione – “Se si ridesse meno della mascherina e si guardasse il problema più attentamente credo che sarebbe saggio“, ha aggiunto.

Al 10% dei casi serve terapia intensiva

In base ai casi accertati la diffusione del virus è ancora circoscritta e l’incidenza è alta in alcune aree pari a circa al 4% della popolazione regionale. Il Covid-19 per il 90% dei pazienti è facilmente risolvibile, ma nel restante 10% dei casi, soprattutto se anziani o con un quadro clinico compromesso, richiede il passaggio in terapia intensiva.

In alcune aree della regione la situazione appare comunque piuttosto complessa. Nelle zone ad alta incidenza gli ospedali (Codogno, Lodi, Cremona, Alzano) hanno dovuto affrontare situazioni emergenziali sia per l’elevato numero di casi, sia perché l’11% delle positività riguarda operatori sanitari. Fino ad oggi il resto della rete ospedaliera è ancora in grado di dare risposta”.

L’allerta resta massima

Il Pirellone ci tiene comunque a sottolineare che uno degli aspetti più temuti del morbo è la sua alta contagiosità. “Dalle prime evidenze ogni soggetto positivo trasmette il Covid-19 ad altre due persone. Se la diffusione si estende, gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da coronavirus ma per tutti i pazienti. Infatti, sono numerose le patologie che richiedono il ricorso alle cure intensive ma i posti disponibili sono limitati”.

“Le malattie che richiedono un ricovero in terapia intensiva -si spiega- sono molteplici e possono verificarsi in tutte le età, possono interessare i neonati, i pazienti malati da molto tempo o persone che poco prima stavano bene, come i soggetti traumatizzati o quelli sottoposti ad interventi chirurgici difficili ed impegnativi. Per questo è stato necessario adottare le misure restrittive previste dal Dpcm del 25 febbraio che, alla luce dei dati ad oggi disponibili, si sono rivelate corrette in quanto consentono di contenere, o perlomeno rallentare, la diffusione del virus”- conclude Regione Lombardia.