Anche le Borse hanno il Coronavirus? Economia in ginocchio

Cali record per i maggiori listini di tutto il mondo, con un effetto domino che in pochi giorni ha azzerato gli interi guadagni del 2020. È l’effetto coronavirus sulle Borse

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PALAZZO MEZZANOTTE BORSA PIAZZA AFFARI

Per comprendere appieno l’effetto catastrofico del coronavirus sulle Borse mondiali, basta dare una rapida occhiata ai numeri. Prendiamo in esame la giornata di martedì 25 febbraio. Paradossalmente la meno negativa per quel che riguarda i bilanci sull’epidemia, con l’ufficializzazione di quota 27mila guariti e una netta diminuzione dei nuovi contagi in Cina. Appare però evidente come siano il segno meno e il colore rosso a caratterizzare i listini a livello globale.

A partire dall’australiano S&P/ASX 200 che ha chiuso la sessione a -2,2%, passando per il sudcoreano Kospi e il giapponese Nikkei 225, rispettivamente a -1,5% e -1,7%. Chiudendo sugli indici Hang Seng di Hong Kong a -1,3% e sul cinese Shanghai Composite, che sfiora il -1%. Tutti fortemente condizionati dalla terribile giornata degli Stati Uniti. Il Dow che ha chiuso a 879 punti per una flessione del 3,2%, segnando la seconda giornata consecutiva di forti cali. L’indice USA – che racchiude i maggiori colossi industriali – ha perso più di 2.000 punti in totale negli ultimi quattro giorni di negoziazione. Mentre sono bastati due giorni per cancellare 1.700 miliardi di dollari di valore del mercato azionario statunitense.

Borse: Piazza affari in rosso

Anche l’azionario italiano sta assistendo a un vero sell-off sul FTSE MIB, sulla scia del terrore legato all’epidemia. Piazza affari continua a segnare rosso e lo spread BTP-Bund decolla.
Nella seduta di lunedì 24 febbraio Milano ha chiuso a -5,43%. Bruciando praticamente gli interi guadagni del 2020 e segnando la peggiore giornata dal 24 giugno del 2016.
Il PIL italiano, già in pericolosa flessione nel quarto trimestre del 2019 soffre ora di una rapida estensione dell’epidemia. Che ricordiamo ha reso il Paese il terzo a livello globale per numero di contagiati. Le regioni più colpite sono in quel Nord Italia che costituisce anche la parte più produttiva della nazione. Il rischio recessione è sempre più concreto.

Borse: bruciati tutti i guadagni del 2020

Nel complesso, le Borse hanno azzerato in appena due giorni i guadagni messi assieme da inizio anno.C’è stato un forte accentuarsi dell’avversione al rischio sui mercati. Pesano i malesseri di Wall Street, in grado d’affossare di rimando tutti gli altri listini e portare la fiducia dei consumatori a livelli minimi.

Si aggiungano a questo scenario prezzi del petrolio in calo e previsioni nere per i comparti turistico e dei trasporti: Paul Scurrah, CEO del colosso aereo Virgin Australia, ha parlato di una domanda che si va indebolendo rapidamente a livello globale, con aumento delle cancellazioni e una riduzione delle prenotazioni. In profonda sofferenza si mostrano anche colossi di settore come AirFrance, Lufthansa, Ryanair, Carnival e Easyjet.

Il bilancio delle vittime del coronavirus ha superato 80.000 casi a livello globale, con 2.700 morti. L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che “il mondo non è pronto” a una simile epidemia; nulla di rassicurante per investitori ed economisti, che guardano con paura agli effetti del contagio sulle catene di approvvigionamento globali e sulle principali economie mondiali, continuando a puntare su beni rifugio come Dollaro, yen e oro.

I risvolti economici della malattia fanno paura

Il costo di tutto questo per la Cina, seconda maggiore economia, potrebbe quantificarsi in decine di miliardi di dollari solo nel trimestre in corso. E la diffusione della malattia in scenari economici considerati cruciali come Corea del Sud e la stessa Italia ha suscitato timori che il problema non sia affatto di immediata risoluzione. Lo hanno già notato gli stessi diretti interessati.

Apple ha di recente ridimensionato gli obiettivi finanziari del secondo trimestre a causa del coronavirus, che ha costretto la compagnia di Cupertino ad arrestare la produzione e chiudere punti vendita al pubblico. Più in generale, tutti i titoli del comparto tecnologico – da Samsung a Huawei – segnano forti ribassi, confermando i timori di Wall Street circa l’onda d’urto dell’epidemia in primis sulle forniture.

Per la maggioranza degli osservatori, il virus avrà un impatto su almeno due trimestri del 2020, con probabili implicazioni destinate a farsi sentire sul lungo termine.
Intanto l’ansia tiranneggia, mentre i mercati si chiedono quanto durerà questo vortice di ribassi, con contromisure che in alcuni casi chiamano in causa gli stessi governi. L’unica cosa certa, per il momento, è che anche l’economia mondiale è stata contagiata dal coronavirus.

Redazione CiSiamo
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