Coronavirus, a rischio anche l’anno scolastico?

La normativa prevede che ci siano almeno 200 giorni di lezione: il problema potrebbe porsi in caso di chiusura prolungata

anno scolastico
Foto: PIxabay

L’allerta generata dal Coronavirus sta spingendo molti, un po’ a tutti i livelli, a modificare i loro piani. Sono in tanti ad avere optato per il telelavoro, ma diversa è la situazione delle scuole, costrette alla chiusura temporanea in attesa di capire come possa evolvere la situazione. Questa decisione, però, potrebbe mettere a rischio al regolarità dell’anno scolastico.

Le leggi sull’ordinamento scolastico parlano chiaro: in base all’art.74, comma 3, del D.Lgs. 297/94 “allo svolgimento delle lezioni sono assegnati almeno 200 giorni”. Ciò vuol dire che, qualora alcuni istituti scendessero sotto questa soglia, l’anno potrebbe essere considerato ‘non valido’. Almeno per ora questo rischio non c’è, ma se la decisione dovesse protrarsi non può essere escluso del tutto. Molti dei territori coinvolti, infatti, nei mesi scorsi avevano fermato le lezioni per qualche giorno a causa del maltempo.

La proposta di Salvini

Al limite potrebbe accadere – come ribadito da Salvini – che, specie se l’allerta  dovesse continuare ancora a lungo, costringendo le scuole a chiusure prolungate, i calendari scolastici vengano rimodulati per far recuperare almeno in parte i giorni persi. Magari posticipando leggermente la fine dell’anno. La stessa nota del Ministero (1000/2012) sottolinea che “le istituzioni scolastiche, soprattutto se interessate da prolungati periodi di sospensione dell’attività didattica, potranno valutare, a norma dell’art. 5 del DPR 275/99 (sull’autonomia, ndr) ‘in relazione alle esigenze derivanti dal Piano dell’offerta formativa’, la necessità di procedere ad adattamenti del calendario scolastico finalizzati al recupero, anche parziale, dei giorni di lezioni non effettuati”.