La vita ai tempi del Coronavirus

Piazze vuote, strade poco trafficate, bar in difficoltà: tutto questo è il Coronavirus in Lombardia. Una serie di scatti, in giro per Monza, raccontano lo stato d'animo della regione che ha registrato il più alto numero di contagi.

Il Coronavirus è arrivato in Lombardia.

Piazze vuote, strade poco trafficate, scuole e università chiuse. Il Coronavirus, il virus arrivato dalla Cina, ha cambiato il volto della città del nord Italia. Almeno momentaneamente.

Come CiSiamo, siamo andati in giro per Monza, la terza città della Lombardia, che attualmente è la regione d’Italia più colpita dal Coronavirus. In Lombardia, è impossibile dare un numero definitivo di contagi, la cifra cambia di ora in ora. Attualmente i contagi nella Regione sono 112 e pochi minuti fa, è stata data la notizia del quinto decesso (sono 4 in Lombardia e 1 un Veneto).

Coronavirus: deserti i luoghi di aggregazioni in città

A Monza, come presumibilmente nelle altre città lombarde, i luoghi di aggregazione in città sono deserti e si respira un clima di solitudine individuale molto forte, anche se si incontrano altre persone. Farmacie e supermercati sono i luoghi più frequentati e lì qualche chiacchiera mentre si aspetta il proprio turno scappa.

“Mia figlia era a Milano oggi – ci racconta una signora – ma mi ha detto che la metropolitana era deserta. Non aveva mai visto così poca gente, neanche quando prende i mezzi la sera. Inutile girarci intorno, un po’ di paura c’è”.

“Un lunedì da record – racconta un panettiere brianzolo nel proprio panificio – siamo stati letteralmente presi d’assalto. Non capisco bene che cosa sta succedendo, sono sincero. Noi non smettiamo la produzione e sono sicuro che anche i supermercati continuano ad essere riforniti. Allora che cos’è? Forse paura che le cose si complichino e si rimanga a casa senza cibo. E’ l’unica spiegazione razionale che mi viene in mente”.

“Fidatevi e mantenete il controllo”

Nelle farmacie invitano a mantenere la calma, “perché è giusto essere preoccupanti – ci racconta una farmacista – ma è altrettanto giusto fidarsi dei Ministeri, dell’Organizzazione Mondiale della sanità e di tutti i virologi che stanno raccontando che cosa realmente è il Coronavirus. Penso sia molto importante seguire i consigli sanitari sull’igiene: quello vale più di mille mascherine”. Eppure, anche (e forse soprattutto) loro, sono presi d’assalto. C’è chi chiede mascherine protettive, chi gel igienizzanti, chi approfitta della situazione per parlare della politica del nostro Paese.

“Siamo il 4 Paese al mondo per contagio – si sfoga un signore per strada – stiamo facendo una figuraccia. Siamo gli unici a non saper controllare la situazione”. “Ma forse siamo gli unici – si intromette una signora – a vivere questa situazione con questa intensità. Siamo ai livelli di malattia: questa emergenza Coronavirus è una psicosi collettiva”.

Coronavirus: emergenza lombarda

Ma cosa sta facendo la regione davanti a tutto ciò? Nella giornata di ieri, Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia, ha firmato l’ordinanza riguardante le limitazioni in tutta la regione. Da oggi quindi, alla fine della settimana (minimo) scuole, università e diverse attività commerciali resteranno chiuse. Lo stop riguarda anche manifestazioni culturali in spazi pubblici o luoghi di aggregazione. Davanti al numero sempre maggiore di contagi, è prevista per le ore 17.00 una conferenza stampa. Seguiranno aggiornamenti.